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PRESENTAZIONE DEI FINALISTI DELLA XXX EDIZIONE

martedì, 30 maggio 2017

(Scarica la presentazione dei finalisti in formato pdf)

Il comitato di lettura (costituito quest’anno da una cinquantina di membri, di cui due terzi donne), fra seicentosettanta concorrenti ne ha selezionati nove. Il compito non è stato facile perché i testi interessanti erano davvero molti. Si è puntato a una scelta che fosse insieme rigorosa e rappresentativa di tendenze, temi e stili diversi.

Quest’anno, ed è una novità, abbiamo un campionario di autori tutto spostato verso il centrosud e le isole. E ciò ci fa molto piacere: non capitava da anni. In particolare ben tre sono gli autori di area napoletana; quattro altri autori risiedono a Roma, tra cui uno di origine siciliana; un altro finalista è sardo, confermando la produttività narrativa della sua regione, sempre ben rappresentata al Premio Calvino. Una sola finalista proviene dal Nord, e precisamente dal Nordest, che tante soddisfazioni ci ha dato in passato. Questi dati non fanno che confermare il carattere nazionale del Premio. Le età variano dai 31 ai 49 anni, con una netta predominanza della fascia dei trentenni. Quest’anno nessun giovanissimo, come lo scorso anno (quando furono ben quattro su nove gli under 25). Tra i finalisti solo due donne, purtroppo, benché il Premio si sia sempre segnalato per una particolare attenzione rivolta ad esse. Ma, naturalmente, in un premio letterario non possono valere le quote rosa. Quanto ai temi, non è immediato trovare un filo comune. Di certo, però, nessun testo è consolatorio o eminentemente commerciale. Tutti affrontano, sia pur in chiave diversa, nodi esistenziali di rilievo.

Un romanzo particolarmente godibile sul piano narrativo è il garbato Jimmy Lamericano che ci racconta una storia di amore per il cinema che nello stesso tempo è la storia di un triangolo amoroso alla Jules et Jim, sullo sfondo degli ultimi anni del fascismo e della guerra, dove fa miracolosamente capolino una Greta Garbo reduce da Ninotchka.

Sempre secondo una tastiera di intelligente leggerezza, peraltro venata di carsiche malinconie, si segnala Alla cassa, micro-epica di un gruppo di scommettitori sulle partite di calcio, il cui tempio è lo Snai e il cui tempo si consuma in dissennate discussioni che non temono il confronto con la realtà: come si sa sogno e illusione non hanno prezzo e sono il sale della vita. In tutt’altri territori passiamo con una serie di testi in cui a prevalere è una visione del mondo cupa che lascia poco spazio alla luce.

E’ un sentimento, questo, che abbiamo colto in molti testi concorrenti, emblematico probabilmente di un’epoca che sembra tarpare gli orizzonti soprattutto alle generazioni più giovani. Sicuramente il più significativo, in tal senso, è Città assediata, allucinato e impietoso quadro di una fine del mondo incombente, secondo uno schema che pare ispirarsi all’Apocalisse giovannea, ma, nel caso, i peccati non sono quelli della tradizione evangelica, bensì un’incontenibile pulsione all’autodistruzione.

Accanto a questo possiamo ricordare Le lettere dal carcere di 32 B, dove a dominare è la claustrofobia, com’è inevitabile, e dove il vero carcere è l’anima, la psiche. Qui non c’è fine del mondo, ma, forse ancor peggio, l’eterna ripetizione di un presente senza speranza e l’angosciosa richiesta di un ascolto impossibile: del protagonista, potremmo dire, proseguendo nelle suggestioni bibliche, che è una vox clamantis in deserto.

In un territorio intermedio, che si avvicina maggiormente a ciò che si intende per realtà, ci troviamo con Il Regno, l’ambiguità del cui titolo peraltro sembra lanciare un avvertimento al lettore. In questo romanzo, con perfetta scrittura, incontriamo un’altra anima prigioniera, del diavolo, di un trauma: è una schiava dei nostri tempi, una badante intrappolata nel più tipico rapporto servo/padrone. Ma una vacillante speranza si apre nel finale, dove la vita sembra cautamente recuperare i propri diritti.

Una favola realistica, non senza tracce, ancora una volta, di un mondo in sfacelo, è quella che ci viene narrata nella Fine dell’estate. In un’atmosfera senza tempo, in una periferia romana ricreata dall’immaginazione, ci troviamo di fronte a un mondo salvato dai bambini. C’è una guerra sullo sfondo e gli adulti, soprattutto gli uomini scompaiono. Tocca ai bambini cavarsela, i quali maturano precocemente pur non perdendo la loro innocenza. Ma è stato sogno o realtà? L’autrice, come Prospero, alla fine sembra voler dissolvere la sua ammaliante creazione.

Anche la livida Sardegna invernale − una Sardegna ben reale dell’inverno 1955-56 – scelta dall’autore de Le Tigri del Goceano come scenario della sua narrazione presenta tratti spiazzanti, quasi distopici. Qui, ancora una volta, la tradizione sarda ci presenta un frutto della sua inesausta vitalità. Il passato che non passa si concretizza nella densa tragedia annunciata con la sua vittima sacrificale, un giovane bandito senza scampo: per lui non c’è più posto nel mondo.

Con L’animale femmina diventa protagonista la donna in quanto tale, come viene antifrasticamente alluso dal titolo. Si tratta di un apologo perfettamente sviluppato e articolato sul piano narrativo: è una storia di liberazione femminile dallo sguardo maschile e insieme dallo sguardo materno. La protagonista sembra venir catturata nel gioco perverso e insidioso di un atrabiliare avvocato, risentito con la vita, ma le cose andranno diversamente…

Infine con Presunzione rientriamo in una precisa e perfettamente disegnata realtà contemporanea: un disincantato e disilluso romanzo di formazione sull’ambiguo sfondo sociale della Campania non più felix. Accanto al quadro senza concessioni di un mondo magmatico sul piano morale e politico, si sviluppa la vicenda postideologica del protagonista che si aggrappa a uno sprezzante individualismo per affermarsi. Ma la sua si rivelerà presunzione o, forse, meglio, una moralità senza sponde possibili.
Gli stili e le scritture sono mediamente di buon livello, per coerenza e capacità evocativa: si va dalla levità di scrittura di Jimmy Lamericano e, soprattutto, di Alla cassa, al rarefatto e perfetto stile del Regno e delle Lettere dal carcere di 32 B, dalla lingua più distesa della Fine dell’estate e dell’Animale femmina alla forza, non priva di rudezza, di Le Tigri del Goceano, dall’originale e martellante manierismo di Città assediata alla lingua modernamente incisiva di Presunzione.
Un panorama, insomma estremamente variegato, che ci conforta nella nostra formula di sondaggio nel sommerso.

I finalisti della XXX Edizione

mercoledì, 24 maggio 2017

Emanuela Canepa, L’animale femmina
Nicolò Cavallaro, Le lettere dal carcere di 32 B
Andrea Esposito, Città assediata
Igor Esposito, Alla cassa
Vanni Lai, Le Tigri del Goceano
Davide Martirani, Il Regno
Luca Mercadante, Presunzione
Serena Patrignanelli, La fine dell’estate
Roberto Todisco, Jimmy Lamericano

Leggi e scarica il comunicato stampa

 

 

Al Salone del Libro 2017

martedì, 16 maggio 2017

Quest’anno, tra le tante iniziative per il nostro trentennale, abbiamo deciso di festeggiare – e di dare il nostro sostegno a un’edizione così importante per Torino e per il Salone – scegliendo di essere presenti con uno stand insieme a L’Indice dei Libri del Mese.

Da giovedì 18 a lunedì 22 maggio potrete venire a trovarci allo stand D102, nel Padiglione 1, per incontrare membri dello staff del Premio e del suo Comitato di lettura. Ci farà piacere conoscere i nostri concorrenti delle edizioni passate, sentire le loro osservazioni, ascoltare le loro proposte, come saremo pronti a rispondere alle domande e alle curiosità degli autori che intendono partecipare alla nuova edizione 2017-2018 (non perdetevi il bando in anteprima).

Sarà per noi un importante momento di scambio per calibrare e organizzare sempre meglio la nostra attività.

I libri degli altri

mercoledì, 26 aprile 2017

il lavoro editoriale e lo scouting ai tempi di Calvino e oggi

incontro con Luca Baranelli e Nicola Lagioia, moderato da Mario Baudino

venerdì 5 maggio ore 18
Circolo dei lettori, Torino

 

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la giuria della XXX Edizione

giovedì, 20 aprile 2017

Rossana CAMPO

scrittrice e pittrice. Scoperta da Gianni Celati, esordisce col romanzo In principio erano le mutande (Feltrinelli 1992), tradotto in numerosi paesi europei (tra cui Francia, Spagna, Portogallo, Germania, Grecia). Da esso, nel 1999, è stato tratto il film omonimo diretto da Anna Negri. È autrice di una quindicina di romanzi, di lavori radiofonici e di favole per bambini. Dove troverete un altro padre come il mio (Ponte alle Grazie 2016) ha vinto il Premio Strega Giovani e il Premio Elsa Morante per la narrativa. Vive tra Parigi e Roma.

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franca_cavagnoliFranca CAVAGNOLI

scrittrice, traduttrice, insegna presso l’Università degli Studi e l’ISIT di Milano. Collabora ad “Alias”. Il suo ultimo romanzo è Luminusa (Frassinelli 2015), sul tema dei migranti. Con il saggio La voce del testo ha vinto il Premio Lo straniero 2013. Ha tradotto Burroughs, Mansfield, Coetzee, Naipaul, Morrison. La sua più recente versione è da Joyce, Un ritratto dell’artista da giovane (Feltrinelli). Per la traduzione del Grande Gatsby ha vinto il Premio Von Rezzori. Nel 2014 ha ricevuto il Premio per la traduzione del MIBACT.

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mauro_desiatiMario DESIATI

narratore e poeta, giornalista e critico (in particolare di nuova poesia e narrativa italiana), ha lavorato nell’editoria e dirige attualmente il Festival Armonia di Tricase. Ha curato Voi siete qui. Sedici esordi narrativi (minimum fax 2007). Tra le sue opere d’invenzione, ricordiamo Vita precaria e amore eterno (Mondadori 2006; Premio Volponi), Il paese delle spose infelici (Mondadori 2008; Premio Mondello), Ternitti (Mondadori 2011, finalista allo Strega). L’ultima sua opera è Candore (Einaudi 2016).

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Marco_MissiroliMarco MISSIROLI

scrittore e giornalista culturale. Ha esordito con Senza coda (Fanucci 2005, poi Feltrinelli 2017; Premio Campiello Opera Prima 2006). Ha poi pubblicato Il buio addosso (Guanda 2007; Premio Insula Romana 2008), Bianco (Guanda 2009; Premio Comisso XXVIII e Premio Tondelli 2009), Il senso dell’elefante (Guanda 2012; Premi Campiello Giuria dei Letterati 2012, Mastronardi-Vigevano 2012 e Bergamo 2013) e, infine, il bestseller Atti osceni in luogo privato (Feltrinelli 2015; Premi Supermondello e Isola d’Elba 2015).

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mirella_serriMirella SERRI

giornalista, saggista e docente di Letteratura italiana alla Sapienza. Fa parte della Giuria del Premio Rapallo-Carige per la donna scrittrice. Tra le sue opere più note: I redenti. Gli intellettuali che vissero due volte. 1938-1948, Corbaccio. 2005 (Premio Isola d’Elba 2006), Un amore partigiano. Storia di Gianna e Neri, eroi scomodi della Resistenza, Longanesi, 2014; Gli invisibili. La storia segreta dei prigionieri illustri di Hitler in Italia, Longanesi, 2015 (Premio Città delle Rose 2016 per la saggistica).

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Alessandro Garigliano e Eugenio Giudici alla Trebisonda di Torino

martedì, 4 aprile 2017

In aprile segnaliamo due appuntamenti alla Libreria Trebisonda di Torino.
Venerdì 7 aprile alle 18.30
Alessandro Garigliano (segnalato nella XXV edizione) presenta il suo Mia figlia, Don Chisciotte (NN Editore), sua seconda pubblicazione dopo Mia moglie e io (Liberaria). Insieme a lui, Silvia Ceriani e Mario Marchetti, Presidente del Premio.

Giovedì 13 aprile alle 18 Eugenio Giudici (finalista della XXV edizione con Piccole storie, edito da Antigone) presenta il suo Anna Senzamore (Eclissi editrice) con il nostro lettore Luca Ruffinatto.