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La giuria della XXXIV Edizione

mercoledì, 10 Marzo 2021

Mario BAUDINO

Mario Baudino è stato responsabile delle pagine culturali della Stampa, poi inviato speciale. Ha pubblicato varie raccolte poetiche ‒ l’ultima Aeropoema (Guanda 2006) ‒ ottenendo numerosi riconoscimenti. È autore di romanzi, da In volo per affari (Rizzoli 1994) al recente Il violino di Mussolini (Bompiani 2019). Tra i saggi, Il gran rifiuto, storie di autori e di libri rifiutati dagli editori (Longanesi 1991, Passigli 2009), Il mito che uccide (Longanesi 2006), Ne uccide più la penna – storia di crimini, libri e detective (Rizzoli 2011) e Lei non sa chi sono io, dedicato ai casi più clamorosi di pseudonimia letteraria, da Collodi a Conrad a Moravia a Neruda… (Bompiani 2017).


Isabella CAMERA D’AFFLITTO 

Isabella Camera d’Afflitto vive a Roma. Dopo aver insegnato all’Orientale di Napoli, ha tenuto la cattedra di Letteratura Araba Moderna e Contemporanea alla Sapienza. Per la sua attività accademica e di traduttrice dalla lingua araba, è stata insignita di diversi premi in Italia (tra i quali il Grinzane Cavour nel 2006 e il Gherardo da Cremona nel 2018) e all’estero. Tra le sue traduzioni più recenti, Voci di Scrittori arabi di ieri e di oggi e Voci di scrittori di oggi e di domani (2021, in collaborazione con Maria Avino) per l’editore Bompiani. Tra i suoi saggi si ricordano La letteratura araba dalla nahdah a oggi Cento anni di cultura palestinese per Carocci.


Valeria DELLA VALLE

Valeria Della Valle vive a Roma, dove ha insegnato Linguistica italiana alla Sapienza.  È accademica corrispondente della Crusca e accademica dell’Arcadia. Fa parte del comitato direttivo  del Premio Strega e del comitato scientifico della Fondazione Bellonci.  Con Giovanni Adamo ha diretto per Treccani  Neologismi. Parole nuove dai giornali (2018). Con  Giuseppe Patota ha diretto il Nuovo Treccani (2018) e pubblicato, oltre a 14 libri di divulgazione linguistica, Le parole valgono (2020). Intensa la sua partecipazione a rubriche radiofoniche e televisive: ricordiamo solo l’ultima, in corso, a Le parole per dirlo su Rai3.


Giorgio FALCO (1967)

Nato ad Abbiategrasso (Milano). Tra le sue opere, L’ubicazione del bene (Einaudi 2009), La gemella H (Einaudi 2014) ‒ premi SuperMondello, Volponi e Selezione Campiello, tra gli altri ‒, Ipotesi di una sconfitta (Einaudi 2017) ‒ premi Pozzale Luigi Russo 2018, Napoli 2018, Biella Letteratura e Industria 2019 ‒ e Flashover (Einaudi 2020, in collaborazione con l’artista-scrittrice Sabrina Ragucci). Sua peculiarità è l’attenzione al rapporto tra letteratura e arte, come testimonia tra gli altri il progetto italo-tedesco Note di sguardi, cui ha contribuito con Il tricolore, immagine di una bandiera italiana scossa dal vento, completamente strappata nella parte rossa.


Alessio TORINO (1975)

Nato a Cagli, vive a Urbino dove insegna Letteratura Latina presso l’Università degli Studi Carlo Bo. Dopo alcuni racconti comparsi su Nuovi Argomenti, esordisce nel 2010 con il romanzo Undici decimi (Italic), vincitore dei premi Bagutta Opera Prima e Frontino Montefeltro. Ha in seguito pubblicato con minimum fax Tetano nel 2011 (Premio Lo Straniero 2012), Urbino, Nebraska nel 2013 (Premio Letterario Metauro e Premio Subiaco Città del Libro) e Tina nel 2016, tradotto in tedesco da Hoffmann und Campe. Il suo ultimo romanzo è Al centro del mondo, pubblicato da Mondadori nel settembre 2020.

CALL PER AUTORI ESORDIENTI DI NARRATIVA BREVE – 3° EDIZIONE
(RACCONTI INEDITI)

mercoledì, 20 Gennaio 2021

a cura del Premio Italo Calvino
in collaborazione con L’Indice dei Libri del Mese e il Mufant (Museo del fantastico e della fantascienza di Torino)

Il Premio Italo Calvino, in collaborazione con L’Indice dei Libri del Mese e il Mufant (Museo del fantastico e della fantascienza di Torino), dopo il successo dei primi due anni indice la terza edizione del call per racconti brevi.

Il Direttivo del Premio selezionerà i dieci racconti finalisti. Tra questi saranno poi decretati due vincitori. Il primo a cura di una giuria tecnica composta da Silvia Casolari (fondatrice e codirettrice del Mufant), Loredana Lipperini (giornalista, scrittrice e conduttrice radiofonica), Andrea Pagliardi (direttore editoriale dell’Indice) e Franco Pezzini (saggista), il secondo votato dal pubblico sul sito dell’Indice. Entrambi i racconti verranno pubblicati in un apposito speciale dedicato al fantastico in uscita con il numero di maggio dell’Indice.

Requisiti di partecipazione

Racconto inedito (non deve essere mai comparso né in forma cartacea né online) di massimo 12.000 battute (spazi inclusi), titolo escluso, a tema “Oltre il velo del reale”.

Ogni genere di fantastico come macchina per vedere è ben accetto: dal fantasy all’horror, dal gotico al distopico, dal fantascientifico all’onirico, dal perturbante alla favola…

Ogni autore può partecipare con un solo racconto.

L’autore deve essere in possesso dei diritti del racconto con cui intende partecipare.

L’autore non deve aver pubblicato alcuna raccolta autonoma di racconti (ogni altro tipo di pubblicazione è ammesso).

Non è ammessa la partecipazione ad altri concorsi con il racconto presentato al call.

La partecipazione comporta il pagamento di una quota di iscrizione pari a 20 euro da versare entro il 3 marzo. Il pagamento dovrà avvenire esclusivamente tramite bonifico bancario:

Causale: “Racconti 2021”
IBAN IT 43 U 05018 01000 000011450558
intestato a: Associazione per il Premio Italo Calvino (Banca Etica)

Come partecipare

La prima fase delle selezioni avverrà a partire dall’incipit del racconto.

L’autore dovrà perciò mandare la propria candidatura all’indirizzo iscrizioni@premiocalvino.it con oggetto “RACCONTI INEDITI” indicando nel corpo della mail:

Nome
Cognome
Eventuale pseudonimo
Luogo e data di nascita
Residenza
Recapiti (email e telefono)
Pubblicazioni precedenti

Allegare 1) l’incipit del racconto con cui si intende partecipare (1.500 battute, spazi inclusi) in formato .doc, .odt o .rtf, 2) un documento di identità e 3) la ricevuta del pagamento.

Denominare ogni file a partire dal cognome dell’autore:

ad esempio per un concorrente di nome Paolo Rossi

–> Rossi-incipit-2021
–> Rossi-pagamento-2021
–> Rossi-documento-2021

Le candidature che perverranno al di fuori delle date previste, non conformi al regolamento o non complete dei dati e degli allegati richiesti non saranno prese in carico.

La partecipazione al call implica l’accettazione del presente bando e l’autorizzazione dell’autore a pubblicare il racconto da parte dell’Indice dei Libri del Mese sul giornale e sul sito.

Tempistiche e modalità della selezione

Mandare la propria candidatura a partire dal 18 febbraio ed entro e non oltre il 3 marzo 2021.

Il Direttivo del Premio selezionerà, a suo insindacabile giudizio, venti incipit e pubblicherà sul sito del Premio (www.premiocalvino.it) la lista dei selezionati in data 22 marzo. Contestualmente verrà richiesto l’invio del racconto completo, da far pervenire non oltre il 28 marzo.

Tra i venti testi selezionati il Direttivo sceglierà una rosa di dieci racconti finalisti.

I nomi verranno pubblicati sul sito del Premio in data 12 aprile. In tale data compariranno anche sul sito dell’Indice dei Libri del Mese (www.lindiceonline.com), dove sarà possibile votare il proprio racconto preferito fino a domenica 18 aprile.

Premiazione e pubblicazione

A tutti gli autori selezionati verrà offerta la scheda di lettura.

Ai dieci finalisti sarà inoltre offerto un colloquio individuale a cura del Direttivo del Premio.

L’incontro di chiusura, durante il quale verranno annunciati i vincitori di questa edizione del call, si svolgerà venerdì 7 maggio presso il Mufant (p.za Riccardo Valla 5, Torino) alla presenza dei giurati.

I due racconti vincitori saranno pubblicati in un apposito speciale dedicato al fantastico in uscita con il numero di maggio dell’Indice dei Libri del Mese.


I dettagli circa le modalità degli incontri (in presenza o a distanza) saranno forniti appena possibile.

Domande frequenti

Leggi le domande frequenti (F.A.Q.)

IL CALVINO IN DIRETTA – CRISTINA GREGORIN

lunedì, 1 Febbraio 2021

L’ultima testimone lancia uno sguardo acuminato su un pezzo di storia ancora bruciante ‒ le vicende del confine orientale dell’Italia tra Seconda guerra mondiale e dopoguerra ‒ e lo fa partendo da una memoria intima, tanto più illuminante quanto meno ideologicamente precostituita. Il 10 febbraio si celebra il Giorno del ricordo, istituito nel 2004 per «conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale». Ricorrenza di grande rilievo su una ferita non rimarginata. Ma per una sua piena contestualizzazione e comprensione occorre che il ricordo si dilati a toccare le politiche fascista e nazista dell’epoca nelle terre giuliane e istriane, terre da sempre contese e abitate da un groviglio di popoli.

Trieste, dove si svolge il romanzo, è al cuore di questo complesso nodo. La sua storia ha visto nel Novecento bruschi mutamenti e momenti altamente drammatici, vivide passioni politiche e torbide passioni private. Ma su tutto ciò c’è un grande e diffuso rimosso: Trieste, città del silenzio, come si è detto. Cristina Gregorin, l’autrice, rompe sotto traccia il silenzio. La protagonista del suo romanzo, Francesca, che come tanti ha cercato di abradere il passato, sospinta da eventi imprevedibili è portata con riluttanza a prenderne coscienza. 

XXXIV EDIZIONE – 999 TESTI IN CONCORSO

mercoledì, 25 Novembre 2020

Un bel traguardo arrivare al numero angelico 999. Se lo scorso anno avevamo toccato i 900 meno 11 manoscritti in concorso, quest’anno siamo a 1000 meno 1, certamente complice l’obbligata clausura di questi mesi. Ma non solo. Tutto sommato il nostro modo di lavorare appare persuasivo, come di sicuro ha giocato l’essere riusciti a mantenere i nostri impegni malgrado le difficoltà dell’epoca pandemica. C’è stata la Premiazione, online naturalmente, abbiamo fatto conoscere virtualmente i finalisti grazie alla generosa collaborazione dei giurati, siamo riusciti a inviare giudizi articolati a tutti i concorrenti e a scegliere anche i segnalati del comitato di lettura. E con nostra grande soddisfazione le case editrici hanno riconosciuto il valore della cernita da noi fatta acquisendo già dieci titoli della rosa finale. Tanto più la cosa ci fa piacere se pensiamo alla qualità innovativa di molti di essi. E non dimentichiamo che anche nei premi opera prima gli autori del Calvino si sono fatti onore.

La nostra formula, che cerchiamo via via di perfezionare, è ormai nota. Qui ci preme sottolineare che si basa innanzitutto sul rispetto della dignità di ogni autore, cosa che implica comprensione e insieme rigore nella valutazione dei testi che ci affidano. Ciò ha creato fiducia.

E adesso di fronte abbiamo un intenso e delicato lavoro: analizzare, discutere, vagliare le tante opere pervenute e, infine, fare delle scelte. Cercheremo di portarlo avanti nel modo migliore. Sarà un’impresa ardua, ma il Comitato di lettura con la sua passione come sempre ce la farà.

Mario Marchetti

Le nostre regole

lunedì, 21 Settembre 2020

COME PROCEDE IL PREMIO CALVINO

NOTE A MARGINE DELLE OSSERVAZIONI DEI CONCORRENTI

Mario Marchetti
21 settembre 2020

(altro…)

XXXIII EDIZIONE – 2020
HANNO FIRMATO…

mercoledì, 16 Settembre 2020

E anche quest’anno molti finalisti della XXXIII edizione hanno già trovato casa a pochi mesi dalla Premiazione tenuta online il 28 giugno scorso. Insomma il Covid-19 non è riuscito a fermarci! Ben 10 su 11.


Gli editori, grandi, piccoli e nuovi, tutti prestigiosi o ambiziosi, hanno potuto conoscere i manoscritti e i loro autori inizialmente grazie ai video che quest’anno abbiamo dedicato a ciascuno di loro e che si possono sempre visionare sul sito (qui). È stata un’innovazione dettata dalla necessità, ma che è stata particolarmente apprezzata. Poi naturalmente la parola è passata ai testi.


Il nostro ringraziamento va a tutti coloro che hanno dato il loro contributo al successo di questa edizione: dagli autori ai lettori allo staff del Premio ai giurati e a chi ha collaborato ai video. Ma a questo punto un ringraziamento straordinario va agli editor, agli editori e agli agenti per l’attenzione che ci hanno prestato e che hanno soprattutto prestato ai testi impegnativi che abbiamo proposto.


Ecco i nomi:


Gian Primo BRUGNOLI, Giardino San Leonardo con Del Vecchio
menzione speciale Treccani

Riccardo CAPOFERRO, Oceanides con Il Saggiatore
menzione speciale della Giuria

Martino COSTA, Trash con Pessime Idee

Maddalena FINGERLE, Lingua madre con Italo Svevo
vincitrice della XXXIII edizione

Benedetta GALLI, Schikaneder e il labirinto con Del Vecchio
menzione speciale della Giuria

Giulia LOMBEZZI, La sostanza instabile con Giulio Perrone Editore

Alessio ORGERA, I Martiri con Arkadia

Pier Lorenzo PISANO, Ma’ con NNE

Daniele SANTERO, Vita breve di un domatore di belve con Elliot
menzione speciale della Giuria

Nicoletta VERNA, Il valore affettivo con Einaudi Stile Libero
menzione speciale della Giuria

E ha anche trovato casa:

Davide RIGIANI, Il Tullio e l’eolao più stranissimo di tutto il Canton Ticino con minimumfax
menzione speciale del Direttivo

CHIUSURA ESTIVA ‒ COMUNICAZIONI

venerdì, 7 Agosto 2020

La segreteria sarà chiusa dal 10 al 31 agosto.

L’invio delle schede sarà concluso entro il mese di agosto. Si prega di contattare la segreteria solamente nel caso in cui la scheda non risulti ricevuta all’inizio di settembre per verificare eventuali disguidi tecnici.

Ringraziamo tutti i concorrenti che ci hanno espresso il loro apprezzamento.

Ci scusiamo di non poter rispondere a tutti personalmente, ma ci teniamo a dirvi che le vostre parole ci hanno fatto molto piacere e ci confortano nel nostro lavoro.

Abbiamo anche ricevuto delle critiche e ce ne rincresce; a queste risponderemo singolarmente appena possibile.

Le iscrizioni alla XXXIV edizione sono aperte fino al 19 ottobre, tutte le informazioni relative a requisiti, tempistiche e costi sono disponibili a questi link:

Bando XXXIV → https://www.premiocalvino.it/bando-della-xxxiv-edizione/

Istruzioni (modulo in fondo alla pagina) → https://www.premiocalvino.it/xxxiv-edizione-istruzioni-per-liscrizione/

Domande frequenti → https://www.premiocalvino.it/faq-2/

Ricordiamo agli iscritti con l’opzione A di posticipare la spedizione del manoscritto alla riapertura, onde evitare problemi con la consegna.

E per chi li avesse persi, questi sono i finalisti e i segnalati della XXXIII edizione:

Finalisti → https://www.premiocalvino.it/i-finalisti-2020/

Segnalati → https://www.premiocalvino.it/opere-segnalate-dal-comitato-di-lettura-della-xxxiii-edizione/

Arrivederci a settembre!

Segreteria Premio Calvino

OPERE SEGNALATE dal Comitato di lettura della XXXIII edizione

sabato, 11 Luglio 2020

Sonia AGGIO (1995), Magnificat
→ “per l’abilità con cui nella vicenda di due cugine nel Polesine degli anni Cinquanta, ai tempi dell’alluvione, si fondono realtà e fantasia attingendo anche a inquietanti elementi magici”

Dora ARGENTO (1956), Cent’occhi  
→ “per la policentrica narrazione di un oscuro delitto famigliare in una Sicilia atemporale, nella modalità di un giallo dai tratti onirici”    

Nicolò BELMONTE (1988), Libro di Orf
→ “per aver dato vita a un poema mitologico in prosa grazie a una tessitura combinatoria dagli echi calviniani che procede per accumuli, richiami e rilanci” 

Riccardo CAPACCIOLA (1982), La caricatura

→ “per la fascinosa, colta e ironica ricostruzione del mondo culturale praghese durante lo spegnimento, insieme livido e malinconico, del comunismo reale”

Gennaro CARBONE (1989), Rastacop

→ “per la grottesca, esilarante e corrusca rappresentazione della vita di un giovane senza lavoro dei nostri tempi, divisa tra spinelli e masturbazione, dove il surreale diventa reale, l’assurdo logico”

Arjuna CECCHETTI (1976), Non pensarci due volte
→ “per il delicato ritratto di una ragazzina che non ha paura e compie, immergendosi nella selvaggia natura appenninica, un avventuroso viaggio ricco di incontri formativi”

Luisa CONSOLINI (1961), La rappresentazione
→ “per il coinvolgente scorcio, attraverso la figura dell’operaio Toni, della trasformazione  ‒ colta nei suoi risvolti umani ‒ della società italiana da agricola a industriale a postindustriale”

Claudio CONTI (1972), L’uomo che vendette il mondo
→ “per l’abilità con cui l’autore gestisce un romanzo di fantascienza apocalittica, che è anche un catalogo della modernità, delle sue mode e dei suoi miti”

Rodolfo CROCE (1978), Ghiacciaio
→ “per il ritmo irresistibile e la vis comica di un intrigo rocambolesco che spazia con levità tra il thriller, il noir, il pulp con un effetto di intelligente intrattenimento”

Noemi DE LISI (1988), Ferma e limpida nel buio   RACCONTI
→ “per la capacità di rendere perturbanti, in una lingua vivida e sporca, comuni episodi di vita adolescenziale e giovanile che delineano, in forma di racconto, un’antropologia dei nostri tempi” 

Francesca DI GANGI (1964), Lettera a mia madre
→ “per la coraggiosa, toccante e drammatica esposizione ‒ grazie a una lingua di grande forza e maturità ‒ di un dolore intimo e lancinante radicato nel difficile rapporto con la propria madre”

Daniele DIONISI (1976), Santo protettore
→ “per la paradossale e ironica metamorfosi di un uomo di ottimi principi da ‘santo’ a ‘protettore’, svolta con verve e lingua spumeggianti senza timore di divertire il lettore”

Enrico FERRATINI (1991), La morte della Fenice RACCONTI
→ “per l’originale struttura a mosaico di un testo di brevi prose autonome e insieme collegate, nelle quali si esprime, con stile nitido, una visione del mondo sottilmente critica dell’oggi”

Alberto GRILLO (1968), Quote
→ “per aver saputo, a partire dal disastro del ponte Morandi, operare destramente la mutazione di una materia strettamente tecnica ‒ gli acciai speciali ‒ in accattivante materia narrativa”

Vincenzo LIGUORI (1965), Veleno
→ “per l’acuta indagine psicologica di un rapporto tra un medico e un paziente connessi da una donna, sullo sfondo di una Napoli impietosamente radiografata”

Federica MARZI (1974), Nata altrove
→ “per il quadro finemente filologico di una Trieste approdo dall’Est, nel caso, di due donne ‒ un’istriana e una bosniaca ‒ di generazioni diverse, le cui vite sono legate da un carsico filo”

Alessio MAZZOLOTTI (1975), Il respiro della macaia
→ “per la complessa architettura di una trama vorticosa che, su un intrigante sfondo ligure, tocca tempi diversi, da una Resistenza giocata in chiave romanzesca, agli anni ’70 al 2001 del G8”

Aurora PANZICA (1991), La morte e la follia della signorina E.
→ “per l’intensa e impeccabile descrizione di un’esistenza vissuta ai bordi della vita ‒ tra vagheggiamenti e fantasticherie ‒ inesorabilmente indirizzata al suicidio”

Massimo PARIZZI (1950), Io
→ “per la sperimentalità e il coraggio di una autobiografia per frammenti che con lingua tersa e immediatezza filosofica si pone quesiti esistenziali di sempre”

Matteo PIERI (1979), Un dio sprovveduto

→ “per aver saputo affrontare narrativamente, in modo singolare e appassionante e con scrittura inappuntabile, il tema dell’intelligenza artificiale in un futuro transumanista”

Jezebel POLEGATO (1987), Messaggi vocali         RACCONTI
→ “per l’originale disegno di una raccolta di racconti di scrittura moderna che sa fare ricorso ai nuovi linguaggi social in maniera insolita e creativa anche graficamente”

Alberto RAVASIO (1990), Le vite sessuali
→ “per il trattamento dissacrante e inventivo ‒ non senza gusto della provocazione ‒ della materia sessuale nel filtro dei profili deformati dell’uomo di Neanderthal, Dante, Hitler e Hawking” 

Giorgio SEITA (1965) e Valerio PAPAS (1965), Figli dell’Orco
→ “per il fascinoso affresco di una saga famigliare canavesana tra 800 e 900, nel segno della tragicità e dell’acqua, in un’orditura sinuosa dalla scrittura densa” 

Lorenzo SEMORILE (1986), Il tempo perfettibile

→ “per il feroce sarcasmo e la lucida perfezione della lingua con cui si illumina il profilo di un inconciliato che il gioco del caso mette a confronto con un pezzo ignoto della sua vita”

Niccolò TONIN, Il pianista degli animali

→ “per la capacità di condurre il lettore in lande minacciose e affascinanti, nella cifra di una favola nera che sa unire sperimentazione linguistica e indagine psicologica profonda”

Alfonso TRAMONTANO GUERRITORE (1978), I fetenti            RACCONTI
→ “per il calibrato dosaggio dell’elemento dialettale nell’efficace impasto con cui si raccontano storie di straordinaria suggestione quando i protagonisti sono ragazzini di marginalità campana”

Francesca VALENTE (1974), Altro nulla da segnalare       RACCONTI
per la forte empatia e la penetrazione psicologica con cui sono magistralmente tratteggiati, tra documento e finzione, i lineamenti di pazienti psichiatrici a partire dai rapportini degli infermieri”