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OTTO100OTTO

giovedì, 1 Dicembre 2022

Ancora un bel numero di iscritti, 808 (un numero palindromo, una sorta di arabesco algebrico), pur dopo la fine dell’isolamento pandemico, che aveva portato i partecipanti alla ubriacante e angelica cifra di 999 nella XXXIV edizione (2021): fu per noi un enorme impegno oltre che una splendida soddisfazione. Ma all’epoca anche noi ci muovevamo poco e riuscimmo ad affrontare l’impresa senza grosse difficoltà. Come si sa, infatti, ogni manoscritto riceve la sua mercede. E il giudizio che inviamo ci assorbe molte energie (d’altronde è il nostro patto con chi si è affidato a noi): lettura del testo, discussione, elaborazione della scheda, seguita da una revisione e dall’editing; e così il tempo scorre da ottobre, quando si inizia a leggere fino all’invio dei giudizi in piena estate. Colgo l’occasione per dire che, malgrado la nostra cura, non sempre i concorrenti risultano poi soddisfatti (pur se la maggioranza di chi ci scrive bisogna dire che ci ringrazia): anche qui per noi un’ulteriore incombenza, quella di rispondere a tutti… Sembrerebbe un lavoro senza fine, ma lo reputiamo utile e necessario. Cerchiamo di trattare tutti nella maniera più corretta e comprensiva (non ci piace la corriva ironia su un’Italia dove si scrive più di quanto non si legga), ma vorremmo anche che agli autori fosse chiaro che se tutti hanno il sacrosanto diritto di scrivere, una pratica che sicuramente mette in campo le risorse più intime di ciascuno, non sempre il risultato, sotto il profilo letterario e narrativo, è efficace e persuasivo. Ci piacerebbe che i nostri giudizi fossero visti soprattutto come strumenti di analisi sul proprio operato, come un orientamento nel campo della scrittura. Insomma partecipare per avere un riscontro, per essere letti, perché il nostro sforzo, la nostra voce, non cada nel vuoto. Se poi si viene segnalati o si finisce in finale, ben venga naturalmente, ed è anche legittimo ‒ e umano ‒ sperarlo.

Con gli 808 di quest’anno cercheremo di corrispondere al meglio al nostro patto con gli iscritti e in realtà è già due mesi che siamo, come si dice, sul pezzo, pur se la nostra non è certo una meccanica catena di montaggio. Infine auguri a tutti i concorrenti perché il loro cimento con le parole dia buoni frutti e un augurio a noi, di imbatterci, come sempre, in testi che perforino la realtà con una loro grana stilistica, e che ci facciano capire e vedere qualcosa che finora ci era sfuggito.

Mario Marchetti

IL PIACERE DI ESSERE RICONOSCIUTI

mercoledì, 9 Novembre 2022

LE FIRME DEI FINALISTI DELLA XXXV EDIZIONE

Siamo finora a sei titoli acquisiti. Ne mancano ancora quattro a cui auguriamo di trovare presto casa. Possiamo dirci soddisfatti. Come sempre si tratta di case editrici piccole e grandi che si distinguono tutte per il valore del catalogo, la ricerca di nuovi talenti e di nuove vie di scrittura.

I calcagnanti, il romanzo vincitore di Nicolò Moscatelli, verrà pubblicato da La Nave di Teseo.

Quasi niente sbagliato di Greta Pavan, menzione speciale della Giuria, è stato accolto da Bollati Boringhieri.

Vita e morte di Saro Scordia, pescivendolo di Giorgio Benedetto Scalia, altra menzione speciale, uscirà con Pessime idee.

Tanto poi moriamo di Marianna Crasto con effequ.

Risacca di Francesco Marangi con Polidoro.

La favola racconta che di Rita Siligato con Dalia.

Una bella sorpresa quando arriveranno nelle mani dei lettori che potranno sperimentare anch’essi uno dei più bei piaceri, il piacere del testo. Con qualche guizzo nel possibile.

Ancora 7

giovedì, 8 Settembre 2022

Ed ecco altri sette segnalati frutto di un’ulteriore riflessione a giochi finalmente chiusi. Il Premio lavora anche in piena estate, come ben sanno tutti coloro che nel corso di agosto hanno ricevuto il sospirato giudizio o ancora in questi giorni lo stanno ricevendo. Presto daremo anche notizia dei finalisti e dei segnalati della XXXV edizione che hanno trovato accoglienza nell’editoria.


Alessio Oreste CALIANDRO (1977, RM), Gli Incarnati

    “un testo di ispirazione cronenberghiana dalle travolgenti ed estreme fantasie erotiche in cui sesso e cervello si fondono dando vita a una nuova carne

Lamberto CHIODI (1973, RM), Samogon

     per l’onirica e ironica avventura, tra alcol e inganni, di un folle innamorato della letteratura russa in una primordiale Siberia di neve e di belve

Ludovica DELLA BOSCA (1992, MB), Il viaggio dell’astice

    per la levità con cui un bizzarro viaggio alla liberazione di un astice si trasforma in un viaggio di accettazione del sé omosessuale delle due giovani protagoniste

Valentina DI CATALDO (1986, MI), Dove la carne grida

    per il linguaggio denso di metafore evocative con cui ci si schiude di fronte il paesaggio umano e naturale di una Sardegna archetipica: un’originale variazione su un tema classico

Sebastiano MONTESI (1992, MI), W

    per il tocco scanzonato e postmoderno con cui si declinano le eterne dinamiche dei rapporti umani nel filtro perfettamente restituito del mondo del wrestling

Simone Eva Maria SCHMON (1974, DE), Il paese più bello del mondo

    per la fine orchestrazione della ricerca della verità da parte di una bambina in un desolato mondo senza più memoria, una distopia dai tratti carsicamente filosofici ed esistenziali

Gianfranco VERGONI (1964, RM), Il cielo d’erba

    per la delicatezza di una storia d’amore queer in cui l’oggetto del desiderio è sessualmente mutevole: Viola si trasforma in Jérôme e Francesco resta spaesato e affascinato


E adesso alla nuova avventura della XXXVI edizione, per la quale stiamo già ricevendo tanti manoscritti, pronti ancora una volta a immergerci nella lettura.

Mario Marchetti

I segnalati della XXXV edizione (con una nota di saluto)

mercoledì, 3 Agosto 2022

Siamo lavorando per inviare a tutti i 926 concorrenti i giudizi sulle loro opere, una tappa fondamentale della nostra attività che richiede un grande impiego di risorse, ma è il nostro segno distintivo. E puntuali stanno già arrivando ringraziamenti e critiche alle quali come sempre risponderemo. Nel frattempo ci stiamo anche occupando di trovare uno sbocco editoriale ai nostri finalisti: di questo daremo notizia a settembre.    

Oggi compaiono i titoli segnalati dal comitato di lettura del Premio (e non dalla giuria esterna che ha già terminato il suo impegno il 14 giugno decretando vincitore e menzioni tra i dieci manoscritti finalisti). Sono 29. La scelta non è stata facile perché parecchi erano i testi di qualche interesse. Abbiamo mirato alla qualità e alla varietà, dando anche riconoscimento a chi ha lavorato positivamente su testi già presentati e magari anche segnalati in precedenti edizioni. In particolare hanno qui trovato posto due opere scritte in un invidiabile italiano da giovani autori nati in paesi di migrazione come l’Albania e il Pakistan. È bello che anche in Italia si diffonda questo fenomeno già così vivo e vitale in altri paesi europei che significa, da una parte, integrazione e, dall’altra, apertura di orizzonti per gli italiani doc, fatto tanto più significativo in un momento in cui buona parte del mondo politico e dell’opinione pubblica si dimostra restia a quella che sarebbe un’ovvia misura di civiltà come lo ius scholae. C’è poi un testo di straordinario interesse, Nel marsupio della storia, dell’italo-etiope Maria Viarengo, che contribuisce a illuminare il rimosso del nostro passato coloniale. Sorprese che speriamo si facciano in futuro più frequenti.

Auspichiamo che tanti tra i segnalati vengano adocchiati da editori piccoli e grandi e possano così venir messi a portata del pubblico. Un augurio di buona estate a tutti coloro che ci seguono o collaborano con noi: autori, lettori, giurati, editor e editori. In particolare voglio ricordare la nostra più giovane concorrente Anna Peinetti del 2009 e i più anziani, Giuliana Capizzi del 1928 e Luigi Pignaris del 1929: per loro, penso, non ci possa essere miglior augurio se non di continuare a scrivere.

Mario Marchetti

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A GIOCHI CONCLUSI 

venerdì, 15 Luglio 2022

UN RAPIDO BILANCIO DELLA XXXV EDIZIONE

Ce l’abbiamo fatta. Siamo tornati alla tradizione: in presenza e al Circolo dei Lettori. E nel corso della cerimonia di premiazione, sempre secondo tradizione sono stati presentati tutti i testi e gli autori giunti in finale: dieci scelti tra 926 concorrenti, cinque donne e cinque uomini, in perfetta parità pur senza una voluta pianificazione, provenienti dalle varie regioni italiane con una certa prevalenza del nord. Ma tanti altri ci hanno inviato manoscritti pregevoli. I più interessanti saranno segnalati a cura del comitato di lettura; tra questi, particolari per la significatività civile della loro testimonianza: Il marsupio della storia dell’italo-etiopica Maria Viarengo sul nostro passato coloniale e Né di qua né di là del pakistano Saif Ur Rahman sulle nostre pratiche razzializzanti sia pur sotto traccia.

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PROCLAMAZIONE DEL VINCITORE E DELLE MENZIONI DELLA XXXV EDIZIONE

martedì, 14 Giugno 2022

COMUNICATO DELLA GIURIA

La Giuria, preso atto della buona qualità complessiva dei manoscritti, decide di assegnare il Premio a I calcagnanti di Nicolò Moscatelli, un romanzo che costruisce con straordinaria sapienza linguistica e culturale un mondo fantastico, che mescola e fonde tratti di tanti altri mondi fantastici della tradizione narrativa e popolare italiana e non solo, quella carnascialesca e del mondo alla rovescia: un racconto accattivante che con spirito anarchico trascina il lettore, proponendo anche, sotto traccia, una sorta di laica e beffarda utopia.

Tre menzioni speciali della Giuria a pari merito vanno poi a Quasi niente sbagliato di Greta Pavan, a Un chiodo storto di Stefano Casanova e a Vita e martirio di Saro Scordia, pescivendolo di Giorgio Benedetto Scalia.

Quasi niente sbagliato inscena, con originalità costruttiva e con una lingua di straordinaria espressività, un personaggio femminile inconciliato dei nostri tempi e, insieme, tutto un ambiente sociale, quello della Brianza della religione del lavoro, colto nelle sue pieghe più riposte.

Un chiodo storto, con scrittura scarna e veloce, ma attenta ai particolari, tratteggia l’esistenza di un umile, anch’egli inconciliato, che si lascia vivere, senza però mai venir meno a un profondo senso della giustizia e della dignità, sul perfetto sfondo cadorino di una civiltà in estinzione.

Vita e martirio di Saro Scordia, pescivendolo, una narrazione dai tratti surreali, seppure perfettamente inserita nel contesto palermitano della Vucciria, caratterizzata da un ironico gioco tra sacro e profano e con al centro un eroe un po’ comico la cui divisa è la mitezza.

La Giuria:

Mariolina Bertini
Sandro Campani
Enzo Fileno Carabba
Donatella Di Pietrantonio
Orazio Labbate

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