Maria Grazia Calandrone, poetessa e narratrice, è nata a Milano nel 1964 e vive a Roma. Ha iniziato con la scrittura in versi esordendo nel 1994 con Illustrazioni, Premio Montale per l’inedito, e la sua ultima raccolta è Giardino della gioia (Mondadori, 2019). Solo in seguito si è dedicata alla prosa: Splendi come vita (Ponte alle Grazie, 2021) e poi, per Einaudi, Dove non mi hai portata (2022), Magnifico e tremendo stava l’amore (2024), Dimmi che sei stata felice (2025). Numerosissimi i riconoscimenti ricevuti: è stata, tra l’altro, due volte finalista allo Strega, nella dozzina del 2021 e nella cinquina del 2023. Cospicua la sua opera critica, tra cui la biografia poetica di Alda Merini, Una creatura fatta per la gioia (Solferino, 2021).
SEBASTIANO MONDADORI
Sebastiano Mondadori (Milano, 1970) vive in Toscana dove dirige la scuola di scrittura Barnabooth. Ha esordito con Gli anni incompiuti (Marsilio, 2001), Premio Kihlgren e Rhegium Julii per l’Opera Prima, a cui sono seguiti altri nove romanzi, tra cui Un anno fa domani (Instar, 2009), candidato al premio Strega, e Il contrario di padre (Manni, 2019), fino al recente Di cosa siamo capaci (La Nave di Teseo, 2025). Ha scritto anche la raccolta di poesie I decaloghi spezzati (Stampa2009, 2021), il memoir Verità di famiglia. Riscrivendo la storia di Alberto Mondadori (La Nave di Teseo, 2022), premi Elba-Brignetti e Lucca, e il libro-intervista La commedia umana: conversazioni con Mario Monicelli (il Saggiatore, 2005), premiato con l’Efebo d’oro.
FRANCESCO PACIFICO
Francesco Pacifico (Roma, 1977) è scrittore, saggista e traduttore. È fondatore della rivista “Il Tascabile” dell’Enciclopedia Treccani, collabora al blog culturale minimaetmoralia ed è autore di podcast, tra cui Lezioni di lettura (Emons, 2025). Tra le sue opere di narrativa ricordiamo Il caso Vittorio (suo esordio nel 2003 per minimum fax), Class (2017) e Il capo (2023), pubblicate entrambe da Mondadori, Le donne amate (Rizzoli, 2018) e Solo storie di sesso (nottetempo, 2022). Ha tradotto Fitzgerald, Vonnegut, Henry Miller, ed è sua la prefazione all’edizione americana de Gli esordi di Moresco in uscita per Deep Vellum. Il suo ultimo libro è il saggio La voce del padrone. Un monologo (add, 2025).
PIERGIORGIO PATERLINI
Piergiorgio Paterlini (Castelnovo di Sotto, RE, 1954) è scrittore, giornalista e critico letterario. È stato tra i fondatori del giornale satirico “Cuore”. Ha scritto libri che mischiano reportage e narrazione, tra cui Ragazzi che amano ragazzi (Feltrinelli, 1991), che ha avuto numerose edizioni fino a quella Einaudi del 2024, e I brutti anatroccoli (Einaudi, 2014); autobiografie a quattro mani, tra cui Gradini che non finiscono mai (La nave di Teseo, 2022) con Giorgio Parisi; raccolte di racconti – come Fisica quantistica della vita quotidiana (Einaudi, 2013); romanzi come Bambinate (Einaudi, 2017). Il suo ultimo libro è Confiteor (Piemme, 2024), un memoir intellettuale. Conduce su “Robinson” una rubrica dedicata agli esordi narrativi, “Il ballo dei debuttanti”.
NICOLETTA VERNA
Nicoletta Verna, nata a Forlì nel 1976, vive a Firenze dove lavora come editor di narrativa. Laureata in Scienze della Comunicazione, è stata autrice di saggi sui media prima di esordire nella narrativa con Il valore affettivo – menzione speciale alla XXXIII edizione del Premio Calvino – uscito da Einaudi nel 2021. Il suo secondo romanzo, I giorni di Vetro (Einaudi, 2024), ha ricevuto importanti riconoscimenti, tra cui lo European Union Prize for Literature, i premi Manzoni per il Romanzo Storico, il Sila ’49, il Recalmare-Leonardo Sciascia ed è stato tradotto in diverse lingue. Ha pubblicato racconti su varie riviste ed è editorialista de “La Stampa”. Recentemente ha pubblicato per Rizzoli L’inverno delle stelle, un romanzo per ragazzi.
Un rapido bilancio per i nostri libri, i nostri autori e i nostri tempi
Com’è noto i tempi sono cambiati e si stanno ulteriormente evolvendo per l’editoria, sulla quale aleggia l’ombra inquietante e fascinosa dell’IA. Focalizzandoci sugli esordi, anche qui le cose non sono più come un tempo: sia chiaro, non siamo nostalgici, ma il campo è oggi assai diverso, sovraffollato, e le modalità di scouting sono tante e variegate (dalle scuole e i corsi di scrittura agli agenti e alle agenzie letterarie, dalle riviste online ai blog e alle autopubblicazioni…). Non siamo più certamente tra i soli ad occuparci dell’inedito! Tutto ciò rende il nostro compito più complesso e richiede continui affinamenti. Da un po’ di anni abbiamo affiancato al nostro premio ‘grande’ un call di racconti da cui affiorano autori e autrici che spesso poi si riversano, una volta fortificati da un riconoscimento, sul concorso maggiore, e non sono pochi quelli che hanno trovato così la via della pubblicazione. Di recente (ottobre 2025) Germano Antonucci, finalista a “Trame interspecie” nel 2024 con un suggestivo racconto ecologico, ha pubblicato con TerraRossa La ragazza di luce,e sempre TerraRossa pubblicherà nell’ottobre 2026 Nelle mani degli altri (titolo provvisorio) di Mattia Cecchini, manoscritto segnalato da noi nel 2024. È una sezione, quella dei “Segnalati”, che ci permette di allargare le nostre indicazioni a tutta una serie di testi di valore ma non entrati in finale, o perché a nostro parere da perfezionare, o perché legati troppo strettamente a un genere, o semplicemente perché altri ci sono apparsi più adatti alla rosa da offrire ai giurati (com’è ovvio, non un criterio assoluto, bensì una scelta). Vi rientra il gioiellino a sfondo storico Al servizio di Cavour di Fabrizio Dardo, appena pubblicato per Morellini. E a giorni sarà in libreria per Rizzoli Latte di Marina Zucchelli, una inedita riflessione sulla maternità, e tra qualche mese, per Lindau, L’imbecille di Sant’Elena, di Stefano Ciaponi, divertissement anch’esso a sfondo storico, ironico controcanto al memoriale di Las Cases. Queste iniziative rincalzano la nostra specifica e tradizionale carta di identità, fatta di giudizi di orientamento per tutti i concorrenti e di sostegno nel percorso di crescita a chi si affida a noi partecipando più volte nel corso del tempo.
Spirituale e fisica, tecnologica e intellettuale, fantastica e immaginaria, futuribile ed ecologica: ogni possibile declinazione è ammessa. Inquietudine come spinta alla ricerca, come voglia di avventura, come desiderio di cambiamento, come insofferenza per lo stato presente, come disorientamento di fronte all’irrompere del nuovo.
Il bel titolo della raccolta conradiana di racconti Tales of Unrest è stato galeotto per la scelta di quest’anno. Nei personaggi di Conrad aleggia ubiquo un disagio dell’anima, radicato in qualche avvenimento del loro passato, che li rende inquieti, spiritualmente nomadi, alla perenne ricerca di un riscatto, di un momento risolutivo che tuttavia si sottrae. L’inquietudine, che spinge al movimento, può avere origine anche da una non facilmente definibile insofferenza per la propria situazione esistenziale, come accade al narratore in Un bagliore di Jon Fosse, che assalito dalla noia si mette al volante della sua auto e parte per perdersi in un bosco fitto, dove a un certo punto intravede un chiarore misterioso e resta in ascolto del silenzio. Ferite che appaiono irrimarginabili sospingono il protagonista di Perché i cavalli corrono? di Cameron Stewart ad attraversare, da reietto, la maestosa natura dell’Australia per pervenire infine a un incontro salvifico. L’impulso al cambiamento può però anche rivelarsi profondamente ingannevole e rigettare nella situazione di partenza: si pensi agli afflitti e ignari personaggi di Satantango di László Krasznahorkai, in attesa di un Godot che quando arriva li seduce per presto abbandonarli in una miseria ben peggiore. E non dimentichiamo l’inquietudine come anelito all’irraggiungibile, di cui i romantici sapevano qualcosa con la loro Sehnsucht. Certamente l’inquietudine può trarre ragione da eventi esterni, in atto o incombenti, sui quali non abbiamo potere o, meglio, sui quali, come individui, abbiamo scarsa presa, ma che condizionano le nostre vite a livello materiale e mentale: il cambiamento climatico e i travolgenti mutamenti in quella che siamo stati abituati a denominare natura, o nel paesaggio (anche sociale) che ci circonda; a Occidente (e non solo) l’inquietante gelata demografica con l’angoscia di un invecchiamento di massa; e soprattutto poi l’affascinante potenza della tecnica, che trascende le volontà dei singoli e li trascina in qualcosa di incontrollabile: siamo già dentro l’era dell’IA e ne siamo a malapena consapevoli. E sicuramente la sensazione di spossessamento di quelle che pensavamo fossero le prerogative umane di scelta e di iniziativa genera inquietudine. C’è comunque sempre aperta di fronte a noi la strada dell’immaginazione, che ci può permettere di trovare nuove rotte per l’inquietudine, che potranno magari avere un riverbero sulla realtà e, soprattutto, fare opera di necessaria distrazione. Come perfetto gioco fantastico sul tema svetta l’Orlando furioso: è tutto un rincorrersi senza mai un punto fermo, un’irrequietezza che genera inquietudine. Ma erano altri tempi! Oggi dove avventurarsi per dare sfogo alla brama di altro? Davanti a noi si spalanca il mare magnum della rete, una sorta di buco nero che tutto assorbe, che pare pronto a rispondere a ogni possibile desiderio. Può essere il territorio dell’avventura dei tempi correnti? Può rispondere all’inquietudine o può invece inquietare? In quella che chiamiamo realtà ci sono, d’altra parte, luoghi di avventura? Bisogna scovarli in angoli reconditi, disertati, forse vicino a noi, non certo nei non luoghi del turismo globale. Una scorribanda, quanto precede, con cui abbiamo voluto lanciare una serie di suggestioni, ma tante altre sono possibili. Ai concorrenti la parola. Dal canto nostro promettiamo di accompagnarli con spunti tematici e indicazioni su come si costruisce un racconto.
Spirituale e fisica, tecnologica e intellettuale, fantastica e immaginaria, futuribile ed ecologica: ogni possibile declinazione è ammessa. Inquietudine come spinta alla ricerca, come voglia di avventura, come desiderio di cambiamento, come insofferenza per lo stato presente, come disorientamento di fronte all’irrompere del nuovo.
a cura del Premio Italo Calvino in collaborazione con il Book Pride e L’Indice dei Libri del Mese
Il Premio Italo Calvino, in collaborazione con il Book Pride e L’Indice dei Libri del Mese, indice l’ottava edizione del call per racconti brevi.
Il Direttivo del Premio selezionerà i dieci racconti finalisti. Tra questi saranno poi decretati due vincitori. Il primo a cura di una giuria tecnica composta da Isabella Ferretti (editrice), Francesca Mancini (responsabile editoriale del Book Pride), Andrea Pagliardi (direttore editoriale dell’Indice), Franco Pezzini (saggista) e Monica Acito (scrittrice e vincitrice della terza edizione del call); il secondo votato dal pubblico sul sito dell’Indice. Entrambi i racconti verranno pubblicati in un apposito speciale in uscita con il numero di giugno dell’Indice.
REQUISITI DI PARTECIPAZIONE
Racconto inedito (non deve essere mai comparso né in forma cartacea né online) di massimo 12.000 battute (spazi inclusi), titolo escluso, a tema “Racconti di inquietudine”.
Spirituale e fisica, tecnologica e intellettuale, fantastica e immaginaria, futuribile ed ecologica: ogni possibile declinazione è ammessa. Inquietudine come spinta alla ricerca, come voglia di avventura, come desiderio di cambiamento, come insofferenza per lo stato presente, come disorientamento di fronte all’irrompere del nuovo.
L’autore deve essere in possesso dei diritti del racconto con cui intende partecipare.
Non sono ammessi racconti scritti da due o più autori.
L’autore non deve aver pubblicato alcuna raccolta autonoma di racconti (ogni altro tipo di pubblicazione è ammesso: racconti in antologia, autopubblicazioni, romanzi). Se un’eventuale raccolta di racconti autonoma precedentemente pubblicata rientra in una delle seguenti categorie, l’autore può partecipare al call con un racconto inedito:
autopubblicazioni (sia cartacee sia e-book),
pubblicazioni sostenute in qualsiasi forma (ad es. acquisto copie o servizi) da un contributo dell’autore,
edizioni a tiratura limitata a cura di associazioni ed enti locali,
pubblicazioni con basse tirature (inferiori alle 300 copie) o con un ridotto numero di copie vendute (inferiore a 300 se cartacea oppure inferiore a 300 download se digitale),
pubblicazioni tramite crowdfunding.
Non è ammessa la partecipazione ad altri concorsi con il racconto presentato al call.
La partecipazione comporta il pagamento di una quota di iscrizione pari a 20 euro da versare entro il 16 febbraio. Il pagamento dovrà avvenire esclusivamente tramite bonifico bancario.
Causale: “Racconti 2026” IBAN IT 43 U 05018 01000 000011450558 intestato a: Associazione per il Premio Italo Calvino (Banca Etica)
COME PARTECIPARE
La prima fase delle selezioni avverrà a partire dall’incipit del racconto.
Per partecipare è necessario compilare l’apposito modulo sul nostro sito, inserendo le informazioni richieste e caricando al fondo i seguenti allegati:
– l’incipit del racconto con cui si intende partecipare in formato .doc, .docx, .odt o .rtf
Nota: l’incipit (che non deve superare le 1.500 battute, spazi inclusi) deve essere già completo di titolo; le battute del titolo non rientrano nel conteggio totale delle battute.
– un documento di identità
– la ricevuta del pagamento
Denominare ogni file a partire dal cognome dell’autore, ad esempio per un concorrente di nome Paolo Rossi:
Si consiglia di procedere all’invio dell’incipit con attenzione: una volta inviato non sarà possibile apportare modifiche o sostituzioni.
Le candidature che perverranno al di fuori delle date previste, non conformi al regolamento o non complete dei dati e degli allegati richiesti non saranno prese in carico.
Non sono ammessi racconti generati da software di IA.
TEMPISTICHE E MODALITÀ DELLA SELEZIONE
Mandare la propria candidatura a partire dal 2 febbraio ed entro e non oltre il 16 febbraio 2026.
Il Direttivo del Premio selezionerà, a suo insindacabile giudizio, almeno trenta incipit e pubblicherà sul sito del Premio (www.premiocalvino.it) l’elenco dei selezionati in data 26 marzo. Contestualmente verrà richiesto l’invio del racconto completo, da far pervenire non oltre il 30 marzo.
Attenzione: in caso di selezione e di conseguente invio del racconto completo, l’incipit non potrà subire modifiche e dovrà corrispondere totalmente a quanto inviato in fase di iscrizione.
Tra i testi selezionati il Direttivo sceglierà una rosa di dieci racconti finalisti.
I nomi verranno pubblicati sul sito del Premio in data 16 aprile. In tale data compariranno anche sul sito dell’Indice dei Libri del Mese (www.lindiceonline.com), dove sarà possibile votare il proprio racconto preferito fino a domenica 26 aprile.
PREMIAZIONE E PUBBLICAZIONE
A tutti gli autori selezionati verrà offerta la scheda di lettura.
Ai dieci finalisti sarà inoltre offerto un colloquio individuale a cura del Direttivo del Premio.
L’incontro di chiusura, durante il quale verranno annunciati i vincitori di questa edizione del call, si terrà durante il Salone del Libro di Torino (14-18 maggio 2026), alla presenza dei giurati. Maggiori dettagli saranno forniti appena possibile.
I due racconti vincitori saranno pubblicati in un apposito speciale in uscita con il numero di giugno dell’Indice dei Libri del Mese.
PARTECIPANDO AL CALL L’AUTORE ACCETTA IL PRESENTE BANDO E AUTORIZZA LA PUBBLICAZIONE DEL RACCONTO, SIA DA PARTE DELL’INDICE DEI LIBRI DEL MESE (ONLINE E CARTACEO) SIA IN UN’EVENTUALE ANTOLOGIA.
Per chiarimenti o ulteriori informazioni, consultare le Domande frequenti oppure scrivere a segreteria@premiocalvino.it.
Domande frequenti
Quale genere di racconto è ammesso al call? Sono ammessi i racconti riconducibili a qualsiasi genere, purché attinenti al tema di questa edizione: “Racconti di inquietudine”. Spirituale e fisica, tecnologica e intellettuale, fantastica e immaginaria, futuribile ed ecologica: ogni possibile declinazione è ammessa. Inquietudine come spinta alla ricerca, come voglia di avventura, come desiderio di cambiamento, come insofferenza per lo stato presente, come disorientamento di fronte all’irrompere del nuovo. Leggi qui l’approfondimento del presidente Mario Marchetti.
Posso partecipare con un racconto scritto con un software di IA? No. Al momento l’ausilio di software di IA non è ammesso.
Ho già pubblicato, posso partecipare lo stesso? Sì. Si possono avere pubblicazioni precedenti di qualsiasi natura, fuorché intere raccolte di racconti a proprio nome (a meno che non rientrino in uno dei casi descritti sotto). Anche la pubblicazione di singoli racconti (se non si tratta di quello con cui si partecipa al call) in antologie o riviste, eventuali autopubblicazioni e romanzi sono ammessi. Se un’eventuale raccolta di racconti autonoma precedentemente pubblicata rientra in una delle seguenti categorie, l’autore può partecipare al call con un racconto inedito:
autopubblicazioni (sia cartacee sia e-book),
pubblicazioni sostenute in qualsiasi forma (ad es. acquisto copie o servizi) da un contributo dell’autore,
edizioni a tiratura limitata a cura di associazioni ed enti locali,
pubblicazioni con basse tirature (inferiori alle 300 copie) o con un ridotto numero di copie vendute (inferiore a 300 se cartacea oppure inferiore a 300 download se digitale),
pubblicazioni tramite crowdfunding.
Posso partecipare con lo stesso racconto ad altri concorsi? No. Il racconto con cui si partecipa deve essere totalmente inedito: non deve essere mai comparso né in forma cartacea né online, né concorrere ad altre iniziative.
Sono già in concorso al Premio Calvino (XXXIX ed.), posso partecipare anche al call? Sì. Le due iniziative sono indipendenti l’una dall’altra.
Vorrei partecipare in futuro al Premio Calvino, posso comunque partecipare al call? Sì. Anche in questo caso, le due iniziative sono indipendenti l’una dall’altra.
Ho già partecipato al call l’anno scorso, posso partecipare di nuovo? Sì.
Vengono conteggiate tutte le battute? No. Il titolo non rientra nel conteggio complessivo delle battute.
Se l’incipit o il racconto supera le battute massime previste, c’è un margine di tolleranza? No. Il limite massimo di battute è tassativo, sia per quanto riguarda l’incipit (1.500) sia per quanto riguarda il racconto completo, che non dovrà superare le 12.000 battute complessive (titolo escluso).
È previsto anche un limite minimo di battute? No. L’incipit e l’eventuale racconto completo possono anche essere più brevi rispetto al limite massimo indicato (rispettivamente 1.500 e 12.000 battute, spazi inclusi).
Il racconto deve avere un titolo? Sì. Ogni racconto deve avere un suo titolo (le cui battute non rientrano nel conteggio complessivo) e deve essere diverso dal tema. Il titolo va indicato già all’invio dell’incipit.
Ci sono limiti di età per poter partecipare? No. Come per il Premio Calvino, non sono previsti limiti di età.
Eccoci finalmente al numero esatto dei manoscritti pervenuti. Eravamo già quasi riusciti a raggiungere la soglia simbolica di mille con i 999 del 2021, ma questa volta l’abbiamo raggiunta e ampiamente superata: 1073, non più un numero magico come quello dello scorso anno (909), un numero in apparenza anodino, ma che ha tante curiose caratteristiche matematiche (semiprimo, nontotiente, ondulante) tra le quali anche di essere un numero malvagio (tutte le spiegazioni su internet, naturalmente), il che suona un po’ preoccupante. Quel che è certo è che per il Premio comporta grandi responsabilità. Se la crescita impetuosa dei partecipanti è un motivo di orgoglio per noi, per il sotteso riconoscimento al nostro lavoro, significa anche una sua ulteriore intensificazione visto che non possiamo né intendiamo venir meno ai nostri esigenti standard: lettura integrale e discussione di ogni testo, stesura di un giudizio che ne tocchi pregi e debolezze, fornendo anche consigli di intervento, giudizio che viene poi rivisto a più livelli. Non ultima nostra norma è quella di rispondere a tutti coloro che ci scrivono per dirci il loro apprezzamento, ma soprattutto a chi esprime critiche sul giudizio ricevuto. Credo di poter dire che nel campo dell’inedito rappresentiamo per molti un punto di riferimento difficilmente reperibile altrove. Per i profili di chi si rivolge a noi (appartenenti a ogni classe di età) e per i motivi che li spingono valgono le cose che abbiamo già scritto lo scorso anno. Aggiungo che l’attività di stesura di un giudizio che non sia promozionale né rivolto unicamente all’interno né con fini prettamente editoriali è assai complessa: nel corso del tempo ci siamo creati un metodo di lavoro e abbiamo formato una solida équipe di lettrici/lettori che colgo qui l’occasione di ringraziare per l’impegno profuso.
Ma ce la faremo sicuramente anche quest’anno, augurandoci di trovare tanti bei titoli che possano inoltrarsi in mare aperto e che la nostra scheda di valutazione possa essere di aiuto per tutti coloro che si immergono nell’affascinante pratica della scrittura, un contributo all’autoconsapevolezza, al miglioramento e, ancor più, all’acquisizione di un atteggiamento critico nei confronti della propria opera.
Infine un augurio a un altro recentissimo esordio della XXXVII edizione, Calùra di Saverio Gangemi per Rubbettino, che si aggiunge a Guance bianche e rosse di Elisa Menon (Einaudi), a La Cecilia di Michela Panichi (Nottetempo), a Macaco di Simone Torino (Einaudi) e a Patrilineare di Enrico Fink (Lindau): un bel bottino nell’insieme!
1° dicembre 2025 Mario Marchetti, presidente del Premio Italo Calvino
– iscrizioni aperte dal 9 luglio all’8 ottobre 2025 –
1) L’Associazione per il Premio Italo Calvino, in collaborazione con la rivista “L’Indice”, bandisce la trentanovesima edizione del concorso letterario per testi inediti di scrittori esordienti.
2) Si concorre inviando un’opera inedita di narrativa in lingua italiana: romanzo, racconto o raccolta di racconti; la lunghezza complessiva minima dell’opera in concorso deve essere superiore alle 70.000 battute, spazi inclusi.
Non è prevista la partecipazione di opere che possano rientrare nella categoria della narrativa per ragazzi o infantile.
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