MA NON CI SONO PIÙ BELLE STORIE D’AMORE?
Ed eccoci al nuovo e sospirato elenco di segnalati. Un paio di cose innanzitutto. Perché arriva a fine settembre e non prima: il processo è lungo e l’abbiamo già spiegato in passato (nella nota che accompagna i prescelti della XXXVI edizione), ma vogliamo aggiungere la necessità per noi di far sedimentare il giudizio. E a questo aspetto si connette la seconda cosa che ci preme sottolineare. È un consiglio ai concorrenti: non precipitatevi a ripresentare il vostro manoscritto con interventi affrettati, anche voi fate sedimentare le osservazioni ricevute, rifletteteci sopra, lasciate passare il tempo necessario. Il lavoro sulla lingua e sulla costruzione di un testo è un lavoro certosino. Tenete presente poi che le nostre osservazioni sono puramente esemplificative (soprattutto quelle relative alle imprecisioni di forma), e non certo esaustive, e dovranno quindi essere estese all’intero testo. E non è detto poi che debbano essere necessariamente accettate, ma, se non si accoglieranno, occorrerà farlo con coscienza di causa.
E veniamo a cosa è emerso di peculiare dai manoscritti del campione di quest’anno e, in particolare, da finalisti e segnalati. Ci sono temi che permangono, temi che vengono alla luce, temi che si eclissano. La produzione narrativa è sicuramente un valido sintomo di ciò si muove nel corpo sociale, ci può dire in che direzione vadano desideri, timori, aspettative, ansie, ed è ugualmente un utile strumento per capire dove vada la lingua, come si modifichi in particolare il lessico. Si tratta, come è chiaro, di un terreno sociologico, non strettamente letterario, aspetto quest’ultimo che richiederebbe un discorso più sottile e individualizzato. Ma ci sono tangenze.
(altro…)
Visita il nostro canale Youtube
Visita la nostra pagina Facebook
Visita la nostra pagina Twitter
Visita il nostro profilo Instagram