Senza accorgercene abbiamo creato una tradizione, quella della narrativa breve del Premio Calvino, che comincia ad avere i suoi riconoscimenti all’esterno. Siamo arrivati quest’anno, nel 2026, all’ottava edizione del nostro concorso nato un po’ casualmente nel 2019, ma con la mira di dare visibilità alla forma-racconto, da una parte nella sua specifica dignità letteraria e, dall’altra, come palestra in vista della forma romanzo, o in rapporto osmotico con questa. Ci spiaceva che il nostro concorso istituzionale tagliasse un po’ fuori i racconti; non che non vi potessero partecipare in veste di raccolta e non che dalle file del Premio in questo campo non siano emerse autrici e autori di grande interesse (basti pensare, tra le penne femminili, a Gambaro, Marchetta, Milone e, tra quelle maschili, a Bortoluzzi, Soriga e, se vogliamo, anche a Iannuzzi), ma si sa, perlomeno in Italia oggi, il racconto agli occhi sia di chi legge sia di chi ha il potere di pubblicare e direi anche di recensire ricopre una posizione ancillare. Ci ha allettato l’idea di creare uno spazio autonomo, di scegliere i temi con l’occhio attento ai nuovi gusti e alle nuove tematiche, di prenderci cura in un certo modo dei concorrenti. E così, dopo i primi due generici lanci su “Ogni desiderio” e “Leggere i venti” sono nati i nostri call (al maschile, ma senza volontà suprematista) di “Oltre il velo del reale”, su “Visioni divergenti e corpi indisciplinati”, su “Trame interspecie”, sul “Retelling”, ciascuno pensato per intercettare i movimenti in corso nella narrativa e nell’immaginario contemporaneo, o per stimolare pensieri e fantasie inedite. Ma non abbiamo voluto lasciare soli i nostri concorrenti e così abbiamo fornito loro, in piena libertà, del materiale di volta in volta sui temi specifici proposti e, in generale, indicazioni su come possa essere congegnato un racconto (breve, nel nostro caso), su cosa lo caratterizzi rispetto al romanzo (e qui ci sono stati d’aiuto Poe, Quiroga, Hemingway e altri ancora). Non abbiamo concepito il call per la narrativa breve − come del resto il nostro concorso grande − semplicemente come un premio che premia, che si risolve nella cerimonia finale. Interveniamo prima, come si è detto, e accompagniamo dopo con materiale a stampa (dépliant informativo, brochure con i testi vincitori, “Speciale” sull’“Indice dei Libri del Mese” sopra il tema dell’anno, pubblicazione in volume di tutti i semifinalisti), con presentazioni al Book Pride, con cui collaboriamo fin dalla nascita dell’iniziativa, a festival come Firenze RiVista e Testo, ovunque ci chiamino, con podcast online. E così si è creata una bella rete con i giurati (tanti, da Giorgio Vasta e Rossella Milone per il nostro primo call a Monica Acito, Isabella Ferretti, Francesca Mancini, Andrea Pagliardi, Franco Pezzini, per l’ultimo, “Racconti di inquietudine”), con i nostri concorrenti, con festival e riviste (come “Cattedrale” e “L’eco del nulla”) e con le case editrici che hanno pubblicano i racconti in volume (in particolare con FuoriAsse).
E questo agosto, in particolare, sono in corso due importanti collaborazioni, con la rivista “L’Indiscreto” (quella delle prestigiose “Classifiche di qualità”) e il suo Agosto Narrativo e con il nuovo quotidiano economico “ItalyPost” e le sue pagine culturali:
“L’Indiscreto” ha selezionato tredici nostri finalisti degli ultimi anni e ha proposto loro di scrivere un nuovo racconto da pubblicarsi sul suo sito tra il 3 e il 31 agosto. Il tutto alla fine sfocerà in un e-book riservato agli abbonati della rivista.
“ItalyPost” ci ha chiesto di fornire per le sue pagine a cavallo di Ferragosto 14 racconti affidati ai semifinalisti dell’ultimo call. L’iniziativa è partita domenica 9 agosto con una nostra presentazione e proseguirà con la pubblicazione quotidiana dei racconti fino al 24.
Una bella sinergia e un bel riconoscimento per i nostri autori e per il nostro terreno di coltura, a proposito del quale aggiungiamo che di qui hanno preso le mosse Monica Acito, Beatrice Salvioni e Alberto Ravasio, esponenti di punta delle nuove generazioni di scrittori.
E buona lettura dei racconti!
Mario Marchetti
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