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1073

lunedì, 1 Dicembre 2025

Eccoci finalmente al numero esatto dei manoscritti pervenuti. Eravamo già quasi riusciti a raggiungere la soglia simbolica di mille con i 999 del 2021, ma questa volta l’abbiamo raggiunta e ampiamente superata: 1073, non più un numero magico come quello dello scorso anno (909), un numero in apparenza anodino, ma che ha tante curiose caratteristiche matematiche (semiprimo, nontotiente, ondulante) tra le quali anche di essere un numero malvagio (tutte le spiegazioni su internet, naturalmente), il che suona un po’ preoccupante. Quel che è certo è che per il Premio comporta grandi responsabilità. Se la crescita impetuosa dei partecipanti è un motivo di orgoglio per noi, per il sotteso riconoscimento al nostro lavoro, significa anche una sua ulteriore intensificazione visto che non possiamo né intendiamo venir meno ai nostri esigenti standard: lettura integrale e discussione di ogni testo, stesura di un giudizio che ne tocchi pregi e debolezze, fornendo anche consigli di intervento, giudizio che viene poi rivisto a più livelli. Non ultima nostra norma è quella di rispondere a tutti coloro che ci scrivono per dirci il loro apprezzamento, ma soprattutto a chi esprime critiche sul giudizio ricevuto. Credo di poter dire che nel campo dell’inedito rappresentiamo per molti un punto di riferimento difficilmente reperibile altrove. Per i profili di chi si rivolge a noi (appartenenti a ogni classe di età) e per i motivi che li spingono valgono le cose che abbiamo già scritto lo scorso anno. Aggiungo che l’attività di stesura di un giudizio che non sia promozionale né rivolto unicamente all’interno né con fini prettamente editoriali è assai complessa: nel corso del tempo ci siamo creati un metodo di lavoro e abbiamo formato una solida équipe di lettrici/lettori che colgo qui l’occasione di ringraziare per l’impegno profuso.

Ma ce la faremo sicuramente anche quest’anno, augurandoci di trovare tanti bei titoli che possano inoltrarsi in mare aperto e che la nostra scheda di valutazione possa essere di aiuto per tutti coloro che si immergono nell’affascinante pratica della scrittura, un contributo all’autoconsapevolezza, al miglioramento e, ancor più, all’acquisizione di un atteggiamento critico nei confronti della propria opera.

Infine un augurio a un altro recentissimo esordio della XXXVII edizione, Calùra di Saverio Gangemi per Rubbettino, che si aggiunge a Guance bianche e rosse di Elisa Menon (Einaudi), a La Cecilia di Michela Panichi (Nottetempo), a Macaco di Simone Torino (Einaudi) e a Patrilineare di Enrico Fink (Lindau): un bel bottino nell’insieme!

1° dicembre 2025
Mario Marchetti, presidente del Premio Italo Calvino