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Bando della XXXII edizione

sabato, 30 giugno 2018

Premio Italo Calvino 2018-2019 – Bando della XXXII edizione

1) L’Associazione per il Premio Italo Calvino, in collaborazione con la rivista “L’Indice”, bandisce la trentaduesima edizione del concorso letterario per testi inediti di scrittori esordienti.

2) Si concorre inviando un’opera inedita di narrativa in lingua italiana: romanzo, racconto o raccolta di racconti, in ogni caso di lunghezza complessiva superiore alle sessantamila battute, spazi inclusi.

Le indicazioni sulla formattazione (caratteri, impaginazione, rilegatura ecc.) si trovano sul sito www.premiocalvino.it, nella sezione Istruzioni per l’iscrizione.

3) L’autore non deve aver pubblicato nessun’altra opera narrativa in forma di libro autonomo, sia cartaceo che e-book. L’autore deve essere in possesso dei diritti sull’opera presentata. Sono ammesse le autopubblicazioni (sia cartacee sia e-book), le pubblicazioni che prevedano in qualsiasi forma un contributo dell’autore, le pubblicazioni su riviste cartacee o online, su antologie, le edizioni a distribuzione locale o a cura di associazioni ed enti locali, le pubblicazioni con basse tirature (inferiori alle 200 copie) o con un ridotto numero di copie vendute (inferiore a 100), le pubblicazioni tramite crowdfunding. Qualora l’autore abbia pubblicato opere appartenenti alla suddetta tipologia e ne possegga i diritti può partecipare al concorso con queste stesse opere, qualora invece non sia più in possesso dei relativi diritti, può partecipare ma con altro materiale.

Il Premio si riserva comunque la facoltà di richiedere ulteriore documentazione e specifica autocertificazione su pubblicazioni, possesso dei diritti e forme di pagamento, qualora lo si ritenesse necessario.

L’accettazione di un testo è in ogni caso prerogativa insindacabile del Premio.

4) L’ammissione di opere premiate in altri concorsi verrà valutata dall’Associazione. In tali casi è necessario rivolgersi alla segreteria del Premio prima di inviare il materiale. Qualora intervengano pubblicazioni o premiazioni dopo l’invio del manoscritto, è necessario darne tempestiva comunicazione alla segreteria. La pubblicazione del manoscritto in gara − o di altro eventuale testo di narrativa − successivamente all’iscrizione comporta l’automatica decadenza dal concorso. L’autore mantiene comunque il diritto a ricevere la scheda di valutazione.

5) Per i sei mesi successivi alla premiazione, l’Associazione, in accordo con gli autori, gratuitamente e in esclusiva, potrà rappresentare presso le case editrici le opere finaliste.

6) Gli autori delle opere finaliste pubblicate si dovranno comunque impegnare con gli editori a far comparire sulla quarta di copertina e/o su un’apposita fascetta la loro provenienza dal Premio Calvino.

7) La partecipazione comporta il versamento di una quota di iscrizione. La quota di iscrizione per testi con numero di battute inferiore o uguale a seicentomila, spazi inclusi, è di € 100. Per testi che superino le seicentomila battute, spazi inclusi, la quota di iscrizione è di € 120. Per testi che superino le novecentomila battute, spazi inclusi, la quota di iscrizione è di € 150. Per i concorrenti di età inferiore ai 26 anni all’atto dell’iscrizione la quota è di € 50 (€ 70 per opere che superino le seicentomila battute, spazi inclusi; € 90 per opere che superino le novecentomila battute spazi inclusi). La ricevuta del pagamento della quota di iscrizione dovrà essere inviata in forma cartacea o in formato digitale. Le modalità di versamento e di invio della ricevuta, si trovano sul sito www.premiocalvino.it, nella sezione Istruzioni per l’iscrizione.

8) La partecipazione comporta la compilazione di un modulo di iscrizione.

Il modulo si trova sul sito www.premiocalvino.it, nella sezione Istruzioni per l’iscrizione.

9) Le opere devono essere inviate alla segreteria del Premio a partire dal 9 luglio ed entro e non oltre il 12 ottobre del 2018 (fa fede la data del timbro postale di invio). Le modalità di invio sono indicate sul sito www.premiocalvino.it, nella sezione Istruzioni per l’iscrizione.

10) Saranno ammesse al giudizio della Giuria le opere selezionate dal Comitato di lettura dell’Associazione per il Premio Italo Calvino. La rivista “L’Indice” si riserva la facoltà di pubblicare un estratto delle suddette opere.

11) La Giuria è composta da 4 o 5 membri, scelti dai promotori del Premio. La Giuria designerà l’opera vincitrice, al cui autore sarà attribuito un premio di € 1.500 e, in linea di massima, individuerà altri due testi per una menzione, a ciascuno dei quali sarà attribuito un premio di € 500. A uno dei finalisti verrà inoltre assegnata, a cura dell’Istituto Treccani, una speciale menzione per “originalità linguistica e creatività espressiva”.

I nomi dei finalisti verranno resi pubblici non meno di dieci giorni prima della cerimonia di premiazione. L’esito del concorso sarà reso noto in coincidenza con la premiazione stessa mediante un comunicato stampa, la pubblicazione sul sito www.premiocalvino.it e sulla rivista “L’Indice” entro il mese di giugno 2019.

12) Ogni concorrente riceverà via e-mail, entro la fine di luglio 2019 (e comunque dopo la cerimonia di premiazione) un giudizio sull’opera presentata. Qualora nel frattempo il concorrente abbia cambiato l’indirizzo elettronico, è pregato di informarne la segreteria del Premio.

13) Ogni concorrente riceverà automaticamente l’abbonamento online alla rivista “L’Indice” per un anno, a partire dal mese di novembre 2018.

14) I manoscritti non verranno restituiti.

15) I diritti delle opere restano di proprietà dei rispettivi autori.

16) Nel caso in cui, per cause tecniche, organizzative o di forza maggiore, non fosse possibile, in tutto o in parte, uno svolgimento del Premio secondo le modalità previste, l’associazione per il Premio Italo Calvino prenderà gli opportuni provvedimenti e ne darà comunicazione attraverso il sito www.premiocalvino.it e i consueti canali di comunicazione (Facebook, Twitter, “L’Indice”).

17) La partecipazione al Premio comporta l’accettazione e l’osservanza di tutte le norme del presente bando.

18) Ai finalisti verrà richiesta una firma di accettazione e osservanza di quanto sopra.

Le opere segnalate della XXXI edizione

venerdì, 29 giugno 2018

OPERE SEGNALATE dal Comitato di lettura della XXXI edizione

 

Alberto ALBERTINI (1966), Non è più il mio circo

→ “per l’agile e perspicace analisi − sviluppata attraverso un protagonista diviso tra cultura industriale e cultura umanistica − dei rapporti d’impresa e, in particolare, della neolingua manageriale”

 

Daniele ANTONIETTI (1954), Nerd

→ “per la grande civiltà di scrittura e la garbata ironia con cui si traccia la linea di una vita in apparenza votata al successo in ogni campo, con belle notazioni sull’ambiente aziendale”

 

Gian Luca BARBIERI (1958), Grammatica del delirio d’amore − Racconti

→ “per l’ironica variazione sul tema di eros e thanatos espressa con inusuale eleganza stilistica e con sapide incursioni nel vernacolo padano”

 

Marta BENALI (1979), Ferragosto in Paradiso  

→ “per la messa a fuoco impietosa dei riti, delle gerarchie, delle imposture e dei troppo umani utenti di un centro di recupero dalla tossicodipendenza”

 

Marina CAPIZZI (1961), Il ladro di gesti

→ “per il colore e la forza della lingua piccoloborghese − di matrice lombarda −  di una madre incapace di affetto e per la stranita parabola di emancipazione del figlio”

 

Claudio CONTI (1972), Una riga sopra

→ “per un’originale ibridazione postmoderna tra fantastoria e Bildungsroman che si avvale di un linguaggio eteroclito e di una complessa struttura narrativa”

 

Paolo Giovanni D’AMATO (1978), La libellula armata

→ “per aver saputo toccare temi attuali come la marginalità delle periferie, la rabbia dei giovani, la corruzione della politica, in un avvincente romanzo di genere dalla scrittura scarna ed essenziale”

 

Adriano DI MAJO (1941), Il tango dell’arcangelo

→ “per la sottile partitura, nelle sue pieghe più riposte, dell’attrazione erotica tra un maturo studioso di storia dell’arte e la giovane figliastra”

 

Armando DINELLA (1988), Schizzo di vino

→ “per l’invettiva irriverente e ubriaca contro ogni potestà costituita, tra Guccini e Bukowski, in un continuo fuoco d’artificio espressivo”

 

Michele FACEN (1977), Tutta brava gente

→ “per il potente affresco di un ambiente di montagna fuori del tempo immerso in una plumbea tradizione patriarcale e in balia di un’oscura sessualità”

 

Rolando GUERRIERO (1935), Storie della terra di Velkemberg

→ “per la caleidoscopica varietà dei registri linguistici e per l’immaginifica e satirica trasfigurazione della storia italiana novecentesca”

 

Claudio LAGOMARSINI (1984), Ai sopravvissuti spareremo ancora

→ “per la livida e icastica rappresentazione di un ordinario grumo famigliare dell’odierna provincia italiana percorso da violenze sotterranee e dal pregiudizio maschile”

 

Angelo Giordano LALLI (1965), Clarisse Guéret

→ “per l’abile rivisitazione del feuilleton, con tutti i suoi classici topoi, nel dispiegamento di un moderno melodramma familiare”

 

Davide LENA (1985), Sogni di strega

→ “per la capacità fantastica e fantasiosa di affrontare con lo strumento dell’apologo temi di grande rilievo come la condizione animale nel mondo umano”

 

Luigi NACCI (1978), Il salvatore

→ “per l’immaginario fumettistico e l’amabile disinvoltura con cui narra, avvalendosi di un’ampia tastiera lessicale, il mondo carsico e giuliano, crogiolo di tante e collidenti culture”

 

Renato NICASSIO (1987), Lo spazio della carne

→ “per il disincanto e la nitidezza espressiva con cui si tratteggia la stasi esistenziale di un trentenne in un’epoca in cui la corporeità è sotto stringente assedio mediatico”

 

Alex ORIANI (1968) e Carmen VERDE (1968), Tutta la vita dietro un dito

→ “per la sensibilità, la gradevolezza e l’ironia con cui viene declinata una microfisica finemente surreale della contemporanea atomizzazione dell’individuo”

 

Martina PASTORI (1997), Come quando fuori piove

→ “per la freschezza e la genuinità con cui si dipana una costellazione di solitudini al cui centro c’è la figura commovente e coinvolgente della giovane Nina prostituta per destino”

 

Alberto RAVASIO (1990), Pornogonia

→ “per la programmatica e onnivora oltranza che nulla risparmia, dalla religione ai miti d’oggi, condotta con una lingua rutilante di notevole efficacia”

 

Domenico REGA (1974), Vico dei Giganti

→ “per lo scanzonato e leggero tono da commedia con cui si dipana la vita di un giovane studente in cerca d’autore su sfondo corale napoletano”

 

Donatella ROMANELLI (1980), Angelina corre veloce

→ “per il vivido ritratto − sullo sfondo di un Sud sospeso tra modernità e guaste pratiche educative e sessuali − di una madre amata attraverso gli occhi della figlia ormai adulta che ricorda”

 

Davide RUFFINI (1986), Le anime morte a scuola

→ “per il notevole talento linguistico e per l’acuta intelligenza con cui si tratteggia un disilluso quadro dell’odierna istruzione di massa e, sotto traccia, della società italiana nel suo insieme”

 

Gabriele SASSONE (1983), L’essere aggettivo

→ “per la visionaria descrizione di un hinterland milanese in cui si intrecciano meschine trame di potere politico e artistico e per l’originale gioco di intarsio linguistico”

 

Mimmo SORRENTINO (1963), Che tutto sia bene

→ “per il valore di testimonianza di una ricca esperienza di teatro sociale riportata per episodi in modo narrativamente semplice e chiaro”

 

Claudio UGUCCIONI (1959), L’oro di Dio

→ “per il documentato recupero, grazie a un coinvolgente intrigo di genere, della storia degli ustascia e dei loro legami con la chiesa cattolica tra II guerra mondiale e conflitti etnici jugoslavi”

 

Nicoletta VERNA (1976, FI), Il valore affettivo

→ “per la sottile indagine psicologica che coinvolge il nesso tra verità e menzogna in un ordito di rapporti famigliari e di coppia disfunzionali”

 

Silvia Teresa VERNETTO (1956), La polenta di Celestina

→ “per la narrazione scorrevole, dal sapore d’antan, di una vicenda ambientata nel cuneese che partendo dal ‘78 allunga le sue radici fino all’occupazione tedesca e alla lotta partigiana”

 

Elia ZORDAN (1986), Biagio, studente di medicina

→ “per la cifra umbratile ed emotiva di una scrittura che ripercorre l’incompiuta formazione sentimentale di un giovane d’oggi”

 

Per Luca Terzolo

martedì, 5 giugno 2018

Luca ci ha lasciati dopo aver affrontato con coraggio il male che lo ha colpito qualche anno fa. I suoi interessi erano molteplici, dal canottaggio  all’arte alla lessicografia (aveva lavorato al Battaglia e al Dizionario dell’Uso di Tullio De Mauro), ma soprattutto era un appassionato e onnivoro amante della letteratura. E così negli ultimi anni aveva collaborato all’Indice con le sue brillanti recensioni  e era stato lettore assiduo per il Premio Calvino (del cui Direttivo era membro). Tutti ci ricordiamo i suoi interventi spiritosi e spesso tranchant, ma sempre acuti e lungimiranti. Ne sentiremo la mancanza.

La cerimonia funebre si terrà domani, mercoledì 6 giugno, alle ore 11,30, presso il tempio crematorio del cimitero monumentale di Torino.

XXXI EDIZIONE – COMUNICATO DELLA GIURIA

martedì, 22 maggio 2018

Torino, 22 maggio 2018

La Giuria decide di assegnare il Premio a L’inverno di Giona di Filippo Tapparelli, per la sua grande forza visionaria: nel testo, con stile rarefatto, un allucinato mondo mentale si trasforma in un mondo fisico insieme minuziosamente reale e sottilmente simbolico. Un potente e struggente giallo analitico in cui la verità si sfrangia in tanti rivoli, toccando i temi della colpa, del castigo, del bisogno umano di riconoscimento.

Una prima menzione speciale della Giuria va a Il Grande Vuoto di Adil Bellafqih, per l’originale capacità di mescolare tra loro generi diversi come il noir e la distopia, con un suggestivo uso di cliché e di citazioni provenienti da un immaginario visivo squisitamente contemporaneo. E, in modo obliquo, il romanzo e il suo giovane autore gettano sull’oggi un perturbante e pungente sguardo radicale.

Una seconda menzione va a Il Faraone di Riccardo Luraschi, un’estesa e impeccabile costruzione narrativa chiaramente ispirata alle vicende italiane degli ultimi venticinque anni e al loro ancora non tramontato protagonista. La non facile materia è affrontata in un’inedita prospettiva, con un’eccellente scrittura dall’amplissima e perfettamente dominata tastiera di registri e di lessici.

 

La Giuria:

Teresa Ciabatti
Luca Doninelli
Maria Teresa Giaveri
Vanni Santoni
Mariapia Veladiano

XXXI EDIZIONE – MENZIONE TRECCANI

martedì, 22 maggio 2018

Torino, 22 maggio 2018

La menzione Treccani va a Sinfonia delle nuvole di Giulio Nardo, con la seguente motivazione:

Per la capacità di trovare nella linearità e nella precisione una personale cifra di libertà, attraverso l’adozione di una lingua che piegandosi allo svolgersi del racconto, lontana dalla tentazione di virtuosismi ma allo stesso tempo mai placida, rimane creativa e imprevedibile, capace, attraverso un’accorta differenziazione dei registri lessicali, di portare il lettore dentro il romanzo accompagnandone la lettura in un equilibrio dinamico fra trama e parola.

 

 

I finalisti della XXXI Edizione

mercoledì, 16 maggio 2018

Il Comitato di Lettura del Premio Italo Calvino ha scelto, tra i 720 manoscritti partecipanti al bando, le opere finaliste da sottoporre al giudizio della Giuria della XXXI edizione, composta da Teresa Ciabatti, Luca Doninelli, Maria Teresa Giaveri, Vanni Santoni e Mariapia Veladiano.

I nove testi tra i quali i Giurati decreteranno il vincitore e le menzioni speciali sono:

Elena di Sparta di Loreta Minutilli
Il faraone di Riccardo Luraschi
Il grande vuoto di Adil Bellafqih
L’inverno di Giona di Filippo Tapparelli
Omeocrazia di Maurizio Bonino e Valentina Drago
La sartoria di via Chiatamone di Marinella Savino
Sinfonia delle nuvole di Giulio Nardo
Talib, ovvero la curiosità di Bruno Tosatti
Trovami un modo semplice per uscirne di Nicola Nucci

A partire da questa edizione, verrà inoltre assegnata una “speciale menzione Treccani” all’opera che si distingua per originalità linguistica e creatività espressiva. Il Premio Italo Calvino e l’Istituto Treccani hanno infatti stipulato una convenzione triennale che, oltre al conferimento della menzione, prevede l’organizzazione di un incontro – che si terrà nel mese di settembre, a Roma, nella sede di Treccani – intorno ai temi emergenti della narrativa italiana
contemporanea nel suo rapporto con la lingua.

La cerimonia di premiazione si svolgerà, alla presenza dei Giurati e di Massimo Bray, Direttore generale dell’Istituto della Enciclopedia Italiana, martedì 22 maggio al Circolo dei lettori di Torino, a partire dalle ore 17.30.

Qui potete scaricare il comunicato stampa (formato pdf) ->