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XXXI EDIZIONE – COMUNICATO DELLA GIURIA

martedì, 22 maggio 2018

Torino, 22 maggio 2018

La Giuria decide di assegnare il Premio a L’inverno di Giona di Filippo Tapparelli, per la sua grande forza visionaria: nel testo, con stile rarefatto, un allucinato mondo mentale si trasforma in un mondo fisico insieme minuziosamente reale e sottilmente simbolico. Un potente e struggente giallo analitico in cui la verità si sfrangia in tanti rivoli, toccando i temi della colpa, del castigo, del bisogno umano di riconoscimento.

Una prima menzione speciale della Giuria va a Il Grande Vuoto di Adil Bellafqih, per l’originale capacità di mescolare tra loro generi diversi come il noir e la distopia, con un suggestivo uso di cliché e di citazioni provenienti da un immaginario visivo squisitamente contemporaneo. E, in modo obliquo, il romanzo e il suo giovane autore gettano sull’oggi un perturbante e pungente sguardo radicale.

Una seconda menzione va a Il Faraone di Riccardo Luraschi, un’estesa e impeccabile costruzione narrativa chiaramente ispirata alle vicende italiane degli ultimi venticinque anni e al loro ancora non tramontato protagonista. La non facile materia è affrontata in un’inedita prospettiva, con un’eccellente scrittura dall’amplissima e perfettamente dominata tastiera di registri e di lessici.

 

La Giuria:

Teresa Ciabatti
Luca Doninelli
Maria Teresa Giaveri
Vanni Santoni
Mariapia Veladiano

XXXI EDIZIONE – MENZIONE TRECCANI

martedì, 22 maggio 2018

Torino, 22 maggio 2018

La menzione Treccani va a Sinfonia delle nuvole di Giulio Nardo, con la seguente motivazione:

Per la capacità di trovare nella linearità e nella precisione una personale cifra di libertà, attraverso l’adozione di una lingua che piegandosi allo svolgersi del racconto, lontana dalla tentazione di virtuosismi ma allo stesso tempo mai placida, rimane creativa e imprevedibile, capace, attraverso un’accorta differenziazione dei registri lessicali, di portare il lettore dentro il romanzo accompagnandone la lettura in un equilibrio dinamico fra trama e parola.

 

 

I finalisti della XXXI Edizione

mercoledì, 16 maggio 2018

Il Comitato di Lettura del Premio Italo Calvino ha scelto, tra i 720 manoscritti partecipanti al bando, le opere finaliste da sottoporre al giudizio della Giuria della XXXI edizione, composta da Teresa Ciabatti, Luca Doninelli, Maria Teresa Giaveri, Vanni Santoni e Mariapia Veladiano.

I nove testi tra i quali i Giurati decreteranno il vincitore e le menzioni speciali sono:

Elena di Sparta di Loreta Minutilli
Il faraone di Riccardo Luraschi
Il grande vuoto di Adil Bellafqih
L’inverno di Giona di Filippo Tapparelli
Omeocrazia di Maurizio Bonino e Valentina Drago
La sartoria di via Chiatamone di Marinella Savino
Sinfonia delle nuvole di Giulio Nardo
Talib, ovvero la curiosità di Bruno Tosatti
Trovami un modo semplice per uscirne di Nicola Nucci

A partire da questa edizione, verrà inoltre assegnata una “speciale menzione Treccani” all’opera che si distingua per originalità linguistica e creatività espressiva. Il Premio Italo Calvino e l’Istituto Treccani hanno infatti stipulato una convenzione triennale che, oltre al conferimento della menzione, prevede l’organizzazione di un incontro – che si terrà nel mese di settembre, a Roma, nella sede di Treccani – intorno ai temi emergenti della narrativa italiana
contemporanea nel suo rapporto con la lingua.

La cerimonia di premiazione si svolgerà, alla presenza dei Giurati e di Massimo Bray, Direttore generale dell’Istituto della Enciclopedia Italiana, martedì 22 maggio al Circolo dei lettori di Torino, a partire dalle ore 17.30.

Qui potete scaricare il comunicato stampa (formato pdf) ->

 

Al Salone del libro 2018

venerdì, 4 maggio 2018

Anche quest’anno saremo presenti al Salone Internazionale del Libro di Torino, con uno stand in collaborazione con L’Indice dei Libri del Mese. Risponderemo con piacere alle vostre domande e curiosità sul Premio e daremo indicazioni a chi volesse iscriversi alla prossima edizione, a partire dal mese di luglio.

Venerdì 11 maggio alle 18.30, presso lo Spazio Incontri, rinnoveremo l’ormai consueto appuntamento con Una nuova stagione di esordi. Autori e editor a confronto. I nostri autori Emanuela Canepa (L’animale femmina, Einaudi Stile Libero), Andrea Esposito (Voragine, Il Saggiatore), Giuseppe Imbrogno (Il perturbante, Autori Riuniti), Alessandro Pierozzi (Luce in una notte romana, Piemme), Cesare Sinatti (La Splendente, Feltrinelli) e Roberto Todisco (Jimmy l’Americano, Elliot) dialogheranno con i loro editor Laura Cerutti, Alessio Cuffaro, Francesca Lang, Rosella Postorino, Loretta Santini e Damiano Scaramella. Conduce Benedetta Centovalli.

Segnaliamo, inoltre, tre incontri a cui parteciperanno i nostri autori. Emanuela Canepa e il nostro presidente Mario Marchetti ragionano sull’editoria giovedì 10 maggio alle 15.30 (Sala Avorio) in La sfida dell’esordio, ospiti del Premio POP organizzato dal Master in Editoria dell’Università degli Studi di Milano. Venerdì 11 alle 16.30 (Spazio Incontri) Christian Raimo, giurato della XXIX edizione, presenta La Splendente di Cesare Sinatti. Infine, domenica 13 alle 17.30 (Spazio Eventi) Giordano Meacci presenta Voragine di Andrea Esposito.

Mimmo Candito

lunedì, 5 marzo 2018

È mancato Mimmo Candito, direttore de L’Indice dei Libri del Mese.
Desideriamo ricordarlo per la grande generosità e lo spirito di libertà con cui ha sempre dato spazio al Premio sulle pagine della rivista.

la giuria della XXXI Edizione

mercoledì, 31 gennaio 2018

Teresa CIABATTI

Laureata in Lettere Moderne alla Sapienza, ha pubblicato il suo primo romanzo nel 2002, Adelmo, torna da me (Einaudi), da cui è stato tratto il film L’estate del mio primo bacio, di Carlo Virzì (2005). Del 2008 è il suo secondo romanzo, I giorni felici (Mondadori). Escono poi, nel 2013, Il mio paradiso è deserto (Rizzoli) e, nel 2017, La più amata (Mondadori), classificatosi in seconda posizione allo Strega 2017. Suoi racconti sono comparsi sulle riviste Diario e Nuovi Argomenti. Dell’antologia Ragazze che dovreste conoscere (Einaudi Stile Libero) del 2004, fa parte il suo pezzo I desideri di Rossella O’Hara. Collabora con La Lettura del Corriere e ha svolto attività di sceneggiatrice, tra l’altro per Cosmonauta di Susanna Nicchiarelli (2009).


 

Luca DONINELLI

Laureato in Filosofia all’Università Cattolica di Milano con una tesi su Foucault, si è poi dedicato alla narrativa, ottenendo numerosi importanti riconoscimenti. Il suo lungo racconto d’esordio, I due fratelli (Rizzoli, 1990) vinse il Premio Berto. Con La revoca (Garzanti, 1992) ebbe il Premio Selezione Campiello e con La nuova era (Garzanti, 1999), finalista allo Strega, il Grinzane Cavour. Le sue opere più recenti sono Le cose semplici (Bompiani, 2015, premio Selezione Campiello 2016) e La conoscenza di sé (La Nave di Teseo, 2017). Di particolare rilievo per il suo profilo letterario e intellettuale, il libro intervista Conversazioni con Testori (1993, Guanda). È anche autore teatrale (Ite missa est, 2001; La Mano, Garzanti, 2001; Maryam, 2017).


 

Maria Teresa GIAVERI

Scrittrice, traduttrice, docente universitaria di Lingua e Letteratura francese a Pescara, Napoli, Pisa, Messina, tra il 2008 e il 2015 è stata titolare della cattedra di Letterature Comparate presso la Facoltà di Lettere di Torino. A Napoli e a Milano, ha realizzato un “Atelier di scrittura” per studenti (1981-2003) nonché ha tenuto corsi dedicati alla traduzione editoriale. Per i “Meridiani” di Mondadori ha curato i volumi dedicati a Colette (Romanzi e racconti, 2000) e a Paul Valéry (Opere scelte, 2014). Ha scritto saggi pubblicati in opere collettive, tra cui Borges e Dante (in Lectura Dantis, L’Orientale, 2001), Il viso, il naso: fra Marcel Proust e Murasaki Shikibu (in La scrittura e il volto, Liguori, 2006). È vicepresidente del Pen Italia.


 

Vanni SANTONI

Scrittore, giornalista, editor. Dopo l’esordio con lo sperimentale Personaggi precari, ha pubblicato con Feltrinelli il romanzo Gli interessi in comune (2008), oggetto, alla sopravvenuta irreperibilità, di copie clandestine e samizdat; con Laterza Se fossi fuoco arderei Firenze (2011), Muro di casse (2015), La stanza profonda, (2017, candidato allo Strega); con Mondadori, il dittico fantastico Terra ignota (2013-14, firmato come Vanni Santoni HG in omaggio a guido Morselli) e, nel 2017, L’impero del sogno. Ha dato vita a iniziative di scrittura collettiva (In territorio nemico, minimum fax 2013) e dirige la narrativa di Tunué, una linea di tendenza tra le più interessanti nell’odierno panorama editoriale. Scrive sul Corriere della sera.


 

Mariapia VELADIANO

Laureata in Filosofia a Padova con una tesi su Bonhoeffer, si divide tra le attività di scrittrice, giornalista (collaborando, in particolare, con Il regno e con Repubblica) e dirigente scolastica. Nel 2010 ha vinto il Premio Calvino con La vita accanto, uscito nel 2011 da Einaudi Stile Libero e arrivato secondo allo Strega del medesimo anno. Escono successivamente il romanzo Il tempo è un dio breve (Einaudi SL, 2012); Ma come tu resisti, vita (Einaudi SL, 2013), un testo di ragion pratica; ancora un romanzo, Una storia quasi perfetta (Guanda, 2016); e, nel 2017, il singolare Lei, ispirato alla Maria evangelica. Il grande interesse di Veladiano per i temi della scuola e dell’educazione è testimoniato da Parole di scuola (Erickson, 2014).

 

 

 

NELL’OFFICINA DELLO SCRITTORE:
COME SONO NATI I ROMANZI FINALISTI della XXX EDIZIONE

mercoledì, 10 gennaio 2018

Abbiamo chiesto ai nostri nove finalisti, molti dei quali sono già in dirittura d’arrivo con la pubblicazione, di scriverci qualcosa su come è germogliata in loro l’idea del romanzo che hanno scritto e ci hanno felicemente inviato. La gestazione è stata lunga, carsica, non sempre pienamente conscia: questo è il tratto comune. Suggestioni provenienti dall’esperienza, da libri, da film, da paesaggi, da memorie, da profonde istanze morali hanno agito fino a trovare un loro cammino, accidentato e, insieme, affascinante. Ci sono stati tentativi, titubanze, indugi, strade che parevano aperte e che poi si sono rivelate vicoli ciechi finché non si è stagliata con chiarezza di fronte a loro la radura cui pervenire. Il tempo ha lavorato producendo buoni frutti. La genesi non è stata fulminea. E ci è voluta anche un’assidua pratica di scrittura e, inutile dirlo, di lettura.


Come è nato L’animale femmina
Emanuela Canepa

 

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Come è nato Le lettere dal carcere di 32 B
Nicolò Cavallaro

 

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Come è nato Città assediata
Andrea Esposito

 

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Come è nato Alla cassa
Igor Esposito

 

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Come è nato Le tigri del Gocèano
Vanni Lai

 

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Come è nato Il Regno
Davide Martirani

 

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Come è nato Presunzione
Luca Mercadante

 

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Come è nato La fine dell’estate
Serena Patrignanelli

 

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Come è nato Jimmy Lamericano
Roberto Todisco

(Jimmy l’Americano, Elliot, 2017)

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