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Call Racconti

venerdì, 24 Gennaio 2020

2° EDIZIONE DEL CALL PER AUTORI ESORDIENTI DI NARRATIVA BREVE

 (RACCONTI INEDITI)

a cura del Premio Italo Calvino
in collaborazione con Book Pride e Il Sole 24 Ore

Il Premio Italo Calvino, in collaborazione con Book Pride e Il Sole 24 Ore, dopo il successo dello scorso anno indice la seconda edizione del call per racconti brevi.

Il Direttivo del Premio selezionerà i dieci racconti finalisti. Tra questi saranno poi decretati due vincitori. Il primo a cura di una giuria tecnica composta dai critici della Domenica del Sole 24 Ore (Teresa Franco, Gianluigi Simonetti e Lorenzo Tomasin) e da Lara Ricci, responsabile delle pagine di letteratura e poesia dell’inserto. Tale racconto verrà pubblicato, oltre che sul sito del giornale, sulla Domenica in data 19 aprile. Il secondo sarà votato dagli abbonati e verrà anch’esso pubblicato sul sito del giornale.

Requisiti di partecipazione

Racconto inedito (non deve essere mai comparso né in forma cartacea né online) di massimo 12.000 battute (spazi inclusi), titolo escluso, a tema “Leggere i Venti” (tema di Book Pride 2020, leggi qui l’articolo).

Ogni autore può partecipare con un solo racconto.

L’autore deve essere in possesso dei diritti del racconto con cui intende partecipare.

L’autore non deve aver pubblicato alcuna raccolta autonoma di racconti (ogni altro tipo di pubblicazione è ammesso).

Non è ammessa la partecipazione ad altri concorsi con il racconto presentato al call.

La partecipazione comporta il pagamento di una quota di iscrizione pari a 20 euro da versare entro il 10 marzo. Il pagamento dovrà avvenire esclusivamente tramite bonifico bancario:

Causale: “Racconti 2020”
IBAN IT 43 U 05018 01000 000011450558
intestato a: Associazione per il Premio Italo Calvino (Banca Etica)

Come partecipare

La prima fase delle selezioni avverrà a partire dall’incipit del racconto. L’autore dovrà perciò mandare la propria candidatura all’indirizzo iscrizioni@premiocalvino.it con oggetto “RACCONTI INEDITI” indicando nel corpo della mail:

Nome
Cognome
Eventuale pseudonimo
Luogo e data di nascita
Residenza
Recapiti (email e telefono)
Pubblicazioni precedenti

Allegare 1) l’incipit del racconto con cui si intende partecipare (1.500 battute, spazi inclusi) in formato .doc, .odt o .rtf, 2) un documento di identità e 3) la ricevuta del pagamento.

Denominare ogni file a partire dal cognome dell’autore:

Paolo Rossi
–> Rossi-incipit-2020
–> Rossi-pagamento-2020
–> Rossi-documento-2020

Le candidature che perverranno al di fuori delle date previste, non conformi al regolamento o non complete degli allegati richiesti non saranno prese in carico.

La partecipazione al call implica l’accettazione del presente bando e l’autorizzazione dell’autore a pubblicare il racconto da parte del Sole 24 Ore sul giornale, sul sito ed eventualmente in volume.

Tempistiche della selezione

Mandare la propria candidatura a partire dal 19 febbraio ed entro e non oltre il 3 marzo 2020.

Il Direttivo del Premio selezionerà, a suo insindacabile giudizio, venti incipit e pubblicherà sul sito del Premio (www.premiocalvino.it) la lista dei selezionati in data 20 marzo. Contestualmente verrà richiesto l’invio del racconto completo, da far pervenire non oltre il 23 marzo.

Tra i venti testi selezionati il direttivo sceglierà una rosa di dieci racconti finalisti.

I nomi verranno pubblicati sul sito del Premio in data 6 aprile 2020. In tale data compariranno anche nella sezione del sito del Sole 24 Ore dedicata agli abbonati, che potranno votare quello che preferiscono fino a venerdì.

Premiazione

A tutti e 20 gli autori selezionati verrà offerta la scheda di lettura.

Ai dieci finalisti è offerto un colloquio individuale a cura del direttivo del Premio in occasione del Book Pride di Milano (17-19 aprile 2020), da svolgersi nella giornata di sabato 18 in orario da concordare. La presenza dell’autore al Book Pride è perciò essenziale.

L’incontro di chiusura, durante il quale verranno annunciati i vincitori di questa edizione del call, si svolgerà sempre sabato 18 aprile, e interverranno Mario Marchetti, Gabriele Pedullà e Lara Ricci. Con letture di Eleni Molos.

8 su 8: BINGO!

lunedì, 23 Dicembre 2019

Tutti i finalisti della XXXII edizione hanno firmato nel giro di pochi mesi dalla premiazione ‒ non era mai successo! ‒ con case editrici prestigiose per storia, per linea editoriale o per innovazione e progettualità: dal Saggiatore a Garzanti, da Guanda-Astoria a L’Orma, da Miraggi a Dalia, da Nutrimenti a 66thand2nd. I manoscritti saranno pubblicati tra la primavera e l’autunno 2020 e molti saranno già presentati al Salone del Libro di Torino 2020. Si tratta del miglior riconoscimento al nostro lavoro. Ne siamo felici. 

Il 2019 è stato così l’anno dei record anche per il numero di manoscritti pervenuti alla XXXIII edizione: 889!

E ringraziamo tutti coloro che hanno collaborato a questa riuscita: il comitato di lettura per il suo certosino lavoro e gli editor e gli editori per la fiducia che continuano a dimostrarci. Ma soprattutto gli autori che hanno creato le opere e ce le hanno affidate. Non ci resta che augurarci che molti possano essere i loro lettori: per parte nostra faremo di tutto per farle conoscere.

CERIMONIA DI PREMIAZIONE DELLA 33° EDIZIONE

lunedì, 9 Dicembre 2019

A primavera inoltrata, come sempre negli ultimi anni, si svolgerà la cerimonia di premiazione della 33° edizione del Premio Calvino. Saremo al Circolo dei lettori di Torino mercoledì 27 maggio, a partire dalle 17.30. Presenteremo i finalisti e ascolteremo la loro voce, sentiremo i giurati che avranno scelto vincitori e menzionati. E poi si parlerà ancora durante il rinfresco che è anch’esso un momento importante della giornata: è insieme una festa e un momento d’incontro tra concorrenti e lettori, tra editor e finalisti, tra giurati ed esordienti, insomma di tutti con tutti… E ci sarà qualche novità, come sempre.

Al momento stiamo lavorando alacremente alla lettura degli 889 manoscritti in gara (per ciascuno, come sapete, redigiamo una scheda ampia e articolata) per arrivare alla rosa finale dei testi che verrà passata alla giuria esterna, i cui nomi verranno resi pubblici il prossimo gennaio. A quel punto la palla passerà di campo e noi, come i concorrenti, attenderemo con ansia il verdetto finale.

Il Premio Italo Calvino è sostenuto da Fondazione CRT, con il patrocinio di Regione Piemonte, Città Metropolitana di Torino e Città di Torino.
In collaborazione con Circolo dei lettori di Torino, L’Indice dei Libri del Mese e Salone Internazionale del Libro di Torino.

IL ROMANZO TORNA IN FABBRICA
Industria, lavoro, precarietà nella narrativa di oggi

mercoledì, 4 Dicembre 2019

Giovedì 5 dicembre alle 18.30 al Polo del ‘900 di Torino il Premio Calvino organizza un incontro con molti ospiti in collaborazione con il Premio Biella Letteratura e Industria, ISMEL e Unione Culturale Franco Antonicelli.

IL ROMANZO TORNA IN FABBRICA
Industria, lavoro, precarietà nella narrativa di oggi

con gli scrittori Antonio G. Bortoluzzi (Come si fanno le cose, Marsilio), Maurizio Gazzarri (I ragazzi che scalarono il futuro, Edizioni Ets), Eugenio Raspi (Inox; Tuttofumo, Baldini+Castoldi), Stefano Valenti (La fabbrica del panico, Giangiacomo Feltrinelli Editore)
interventi di Giuseppe Lupo e Claudio Panella
modera Riccardo Staglianò
letture di Chiara Bongiovanni

Dopo l’epoca d’oro della letteratura industriale ‒ un paio di titoli per tutti, Donnarumma all’assalto di Ottiero Ottieri (1959) e Memoriale di Paolo Volponi (1962) ‒ e dopo il memorabile Vogliamo tutto di Nanni Balestrini (1972), monumento all’operaio massa, abbiamo assistito a una sorta di silenzio sul tema fabbrica e lavoro, che ha cominciato a infrangersi solo all’inizio del terzo millennio con le straordinarie irruzioni di Ermanno Rea nell’Ilva di Napoli e di Alessandro Portelli nelle acciaierie di Terni. Ma con gli ultimi anni sta tornando in scena con forza una nuova narrativa industriale nella cifra del disincanto e della disillusione.

Leggi le recensioni sull’Indice dei libri del mese: Come si fanno le cose di Antonio G. Bortoluzzi , I ragazzi che scalarono il futuro di Maurizio Gazzarri, Inox e Tuttofumo di Eugenio Raspi e La fabbrica del panico di Stefano Valenti.

900 meno 11

giovedì, 28 Novembre 2019

Dalla carica dei 600 tra XXV e XXX edizione siamo arrivati agli 889 manoscritti di quest’anno. Peccato non aver raggiunto la bella cifra tonda di 900!

     Ma siamo ugualmente felici. Perché ciò ci conforta nel nostro metodo e nelle nostre scelte e, soprattutto, significa fiducia in noi da parte di chi esordisce nella scrittura. E da parte nostra cercheremo sempre più di meritarcela, anche con nuove iniziative e arricchendo il nostro sito.

    Ringraziamo tutti quelli che ci hanno affidato i loro testi permettendoci così di continuare nel nostro lavoro: li stiamo leggendo con attenzione e come sempre, all’inizio dell’estate, ciascuno riceverà la sua scheda. Ma nel frattempo capiteranno tante altre cose…

FINALISTI IN DIRITTURA DI ARRIVO (E NON SOLO…)

mercoledì, 11 Settembre 2019

Anche quest’anno possiamo dirci soddisfatti. Il Premio Calvino vede una sempre crescente partecipazione ed è con piacere quindi che annunciamo che ben otto finalisti su otto della XXXII edizione (2019) hanno trovato un editore:


Carmela Barbarino pubblicherà La dragunera con Il Saggiatore

Francesco Bolognesi pubblicherà L’ultima partita con 66thand2nd

Stefano Etzi pubblicherà Tante piccole cose con Dalia

Daniela Gambaro pubblicherà Dieci storie quasi vere con Nutrimenti

Cristina Gregorin pubblicherà L’ultima testimone con Garzanti

Sergio La Chiusa pubblicherà I Pellicani con Miraggi

Laura Lanza pubblicherà Ciccina con Guanda-Astoria

Gennaro Serio pubblicherà L’attività letteraria a Gibilterra nel secolo XXI con L’Orma

Ringraziamo tutti i giurati, i lettori, gli editor e gli agenti letterari che si sono impegnati insieme a noi, e che contribuiscono a rendere il Premio Calvino un reale punto di riferimento per gli scrittori esordienti.

Inoltre, troveremo in libreria nei prossimi mesi l’esordio di due finalisti della XXVIII edizione:

Veronica Galletta, Le isole di Norman, Gaffi

Federico Muzzu, Condizioni di frattura col titolo Invece che uno, Arkadia

Nel corso del 2019 molti finalisti degli ultimi anni hanno proseguito nel loro percorso, pubblicando con alcuni dei più importanti e interessanti marchi editoriali.

Simona Baldelli, Vicolo dell’Immaginario, Sellerio (finalista XXV ed.)

Antonio G. Bortoluzzi, Come si fanno le cose, Marsilio (finalista XXI e XXIII ed.)

Riccardo Gazzaniga, Colpo su colpo, Rizzoli (vincitore XXV ed.)

Eugenio Giudici, Il sarto di Crema, Castelvecchi (finalista XXV ed.)

Giovanni Greco, L’evidenza, Castelvecchi (vincitore XXIV ed.) e la nuova edizione di L’ultima madre (Nutrimenti)

Giovanni Montanaro, Le ultime lezioni, Feltrinelli (finalista XIX ed.)

Eugenio Raspi, Tuttofumo, Baldini+Castoldi (finalista XXIX ed.)

Simona Rondolini, Gli alberi strani, Elliot (finalista XXVI ed.)

Samuela Salvotti, Senza sensi di colpa, Castelvecchi (vincitore IX ed.)

Giacomo Verri, Un altro candore, Nutrimenti (finalista XXIV ed.)

Pierpaolo Vettori, La notte dei bambini cometa, Bompiani (nuova edizione, finalista XXIII e XXIV ed.)

Infine, concludiamo con il debutto di alcuni autori segnalati dal Comitato di Lettura:

Alberto Albertini, Non è più il mio circo, Hacca (testo segnalato nella XXXI e XXXII ed., in arrivo nei prossimi mesi)

Daniele Antonietti, Nerd, Besa Muci (testo segnalato nella XXXI ed.)

Gianluigi Bruni, Luce del Nord, Rubbettino (testo segnalato nella XXXII ed.)

Piergianni Curti, Quando i padri camminavano nel vuoto, Miraggi (autore segnalato nella XXIX ed.)

Michela Fregona, La classe degli altri, Apogeo Editore (testo segnalato nella XXIX edizione)

Federico Longo, Il futuro era ieri, Ensemble (autore segnalato nella XXVII ed. con il testo Tutte le strade, La Tana del bianconiglio) e A ruota libera. Diario di un ciclista urbano, Ultra

Alfredo Palomba, Teorie della comprensione profonda delle cose, Wojtek (testo segnalato nella XXX ed.)

Verde & Oriani, Tutta la vita dietro un dito, Salani (testo segnalato nella XXXI ed.)

Elia Zordan, Quattro passi, un respiro, Biplane edizioni (testo segnalato nella XXXII ed.)

Le Opere Segnalate dal Comitato di lettura della XXXII edizione

venerdì, 5 Luglio 2019

Alberto ALBERTINI (1966), Non è più il mio circo

→ “per la rinnovata stesura del romanzo in cui si declinano le conflittuali aspirazioni manageriali e letterarie del protagonista sullo sfondo delle modificazioni avvenute nel mondo aziendale”

Bruno ALESSANDRO (1959), Titerama

→ “per l’efficace commistione di azione e complessità scientifica in una vicenda che da oggi si proietta in un futuro non troppo lontano, tra lotte di potere, astrofisica e spiritualità tibetana”

Giorgio BALDISSERRI (1961), Orient

→ “per la perfetta antropologia di una cooperativa di tipografi emiliani tra anni Settanta e inizio del nuovo millennio, scritta con lingua di precisione chirurgica, tutta cose, spruzzata di misurate e ironiche accensioni”

Silvia BRIZIO (1953), Non sei tu  

→ “per il tentativo di scavare con lingua serrata nell’illusione di tanti genitori odierni di aver creato un privilegiato rapporto di comprensione con i propri figli, che invece sfuggono, e talora con scelte estreme”

Gianluigi BRUNI (1954), Luce del Nord  

→ “per l’abilità descrittiva e l’autentica partecipazione con cui si rappresenta un microcosmo romano di inutili al mondo, a ciascuno dei quali si sa dare voce propria, non senza notevoli rese espressive”

Pietro CAZZANIGA (1973), Gli ultimi giorni del capitano Parat 

→ “per la levità di tocco nel tratteggiare un episodio d’invenzione, dalle soffuse venature esistenziali, ai tempi della persecuzione dei valdesi nelle valli del Piemonte per mano delle truppe del re Sole”

Silvana L. CONVERTINI (1963), Istruzioni per il sosia

→ “per l’inventività dell’escamotage narrativo ‒ un uomo stanco e disilluso prima di abbandonare la famiglia progetta di individuare un proprio sostituto ‒ e per la ricchezza dell’analisi psicologica che lo innerva”

Andrea FONTANA (1974), Il soccorritore

→ “per la sottilmente ambigua anatomia di un miracolo dall’incerta consistenza e dei suoi riverberi sull’esistenza di un laico”    

Loretta FRANCESCHIN (1951), Bella e di lunghi capelli 

→ “per la grande finezza psicologica e di scrittura e per l’intensità con cui si rievoca l’evento di un suicidio adolescenziale in una costellazione famigliare di media borghesia virtuosa”

Alessandra GUARNERO (1968), Un uomo pericoloso (G. R. Lanza: alla ricerca di un artista)  

→ “per la scrittura sobria e precisa e per l’acribia analitica con cui si indaga su un artista finito nella deriva della memoria, del quale rimangono sparsi ricordi, documenti ed oggetti”

Ciro LENTI (1963), Il volo della talpa   

 → “per la vivezza di lingua, la godibilità e l’originalità di una costruzione narrativa in cui il protagonista incompetente della vita diventerà ironicamente uno che dei fallimenti degli altri riuscirà a vivere”

Flavio MENARDI NOGUERA (1953), Narbona  

→ “per la scrittura calibrata, soffusa di contenuta malinconia, con cui si sviluppa il tema dell’abbandono degli antichi borghi, in un susseguirsi di episodi inanellati a formare un eccellente quadro d’insieme”

Pierpaolo MOSCATELLO (1995), Così piccolo da scomparire

→ “per l’umanità e la capacità immaginativa che pervade una delicata trama di amicizia tra un ragazzo obeso e una ragazza senza voce, in un’atmosfera fuori del tempo dalle sfumature surreali”  

Enrico RENZI (1969), La tomba Pascucci  

→ “per l’energia affabulatoria e di lingua con cui si affresca la rocambolesca storia ‒ una sorta di epica in chiave minore ‒ dei fratelli Pascucci, tombaroli di vecchia tradizione nella misteriosa terra etrusca”

Roberto RISSO (1978), L’ultima torre

→ “per la rara capacità visionaria e la precisione di scrittura con cui si descrivono la difficile e drammatica sopravvivenza in una Torino postuma, devastata ormai senza remissione, e i suoi variegati protagonisti”

Carlo RUSSO (1956), La trovatura del Santuario della Beata Vergine Addolorata

→ “per il passo disteso, la cifra umoristica e l’incanto con cui si racconta un paradossale episodio di devozione e di micropotere nell’eterna provincia siciliana”

Nicoletta SALOMON (1967), Tredici anni  

→ “per la nitidezza di scrittura con cui si dà voce alla prospettiva sulla vita, alle emozioni e agli affetti di una giovanissima adolescente”                     

Claudio UGUCCIONI (1959), La verità sospesa  

→ “per l’avvincente talento e la competenza con cui si dipana una vicenda, dalle tinte gialle, in cui il glorioso passato scientifico gesuitico riemerge con forza nel presente”

Ruben TRASATTI (1992), I figli degli ignoti

→ “per il tentativo, pur ancora acerbo, di fondere in un’ossessiva visuale ‒ sulla campitura di un futuribile e impietoso conflitto planetario e di un universo ormai fuori sesto ‒ il tema identitario e il tema della morte” 

Roberto ZAMBON (1985), Vero cuoio   

→ “per l’efficace mimesi con cui vi si raffigura il mondo del rugby con i suoi riti e i suoi miti, con le sue pratiche e i suoi diversi tipi umani e con la sua estrema rudezza di linguaggio”

Si segnalano poi i racconti

Amour di Loris RIGHETTO (1979)

→ “per il singolare triangolo tra un adolescente, una pornodiva virtuale e una commessa, schizzato da una enigmatica voce narrante nella cornice di un sex shop”

L’alternativa del cavaliere di Alberto GENOVESE (1955)

→ “per la qualità linguistica, l’ironia maliziosa e la vaga malinconia con cui si indaga sull’origine del detto siciliano o futtiri o vasari

Il vincitore e le menzioni della XXXII edizione

martedì, 28 Maggio 2019

Torino, 28 maggio 2019

PREMIO ITALO CALVINO

32a EDIZIONE – COMUNICATO DELLA GIURIA

     La Giuria decide di assegnare il Premio a L’attività letteraria a Gibilterra nel secolo XXI di Gennaro Serio per il coraggioso esperimento metaletterario condotto nel testo con lingua poliedrica, sulla scia dei modelli cosmopoliti di Vila-Matas e Bolaño. Un giallo sofisticato dal gusto ironico e parodistico che vede i protagonisti in viaggio per l’Europa dei luoghi di culto della scrittura terminando nella Gibilterra dell’immortale Molly Bloom.

    Una menzione speciale della Giuria va a L’ultima testimone di Cristina Gregorin per la capacità di affrontare in modo obiettivo ed empatico la scabrosa pagina della storia italiana che ha per protagoniste Trieste e l’Istria fra guerra e dopoguerra, tra conflitti etnici e politici in un complesso quadro internazionale. L’agire ambiguo dei personaggi gioca a favore della trama e della suspense ponendo in risalto il tema della moralità dell’azione.

    Una seconda menzione speciale della Giuria va a Dieci storie quasi vere di Daniela Gambaro, una raccolta di racconti che ha come filo rosso il femminile nei suoi aspetti di oscurità, di mancanza, di desiderio, particolarmente incentrata sul tema della maternità variamente declinato e delineato. Punto di forza del testo una scrittura consapevole, attenta al dettaglio e rivelativa di un buon controllo sui meccanismi emotivi e narrativi.

La Giuria:
Peppe Fiore
Giuseppe Lupo
Rossella Milone
Davide Orecchio
Sandra Petrignani


MENZIONE SPECIALE TRECCANI

La Menzione Speciale Treccani 2019 è stata attribuita al romanzo

I Pellicani di Sergio La Chiusa.

Motivazione
I Pellicani accoglie all’interno di un testo agile e compatto e per mezzo di una scrittura piana e puntuale in perenne equilibrio tra analisi e ironia, gli stilemi del contemporaneo e li fa suoi in maniera assolutamente originale. La lingua avvolge con sapienza una dinamica post metropolitana, in cui solitudine, angoscia e tensione divengono i colori esatti di una scrittura consapevole che agendo in levare delinea i contorni di un’emotività singolare e al tempo stesso plurale.


MENZIONE SPECIALE DEL DIRETTIVO

XXXII EDIZIONE

Il Direttivo del Premio Italo Calvino assegna una Menzione speciale a Sildenepro, il fantasista ribelle di Roberto Peretto, testo che, con scrittura impervia e drammaticamente emotiva, riscrive, in chiave privata, la storia sociale e antropologica italiana dell’ultimo cinquantennio, rivelando un’intelligenza agguerrita e implacabile, innestata su un sentire profondamente umano e solidale. Con tale riconoscimento si vuole anche segnalare l’ostinato impegno ‒ senza compromessi ‒ dell’autore nella scrittura.