Diari

Yasmin Incretolli

martedì, 16 giugno 2015

2/5

Nella stanza. Il dispositivo stereofonico sputa un po’ di Red Hot e un po’ di Blink 182. Marchetti chiama alle 18, fra l’ultimo riff di Give it Away e la schitarrata d’inizio First Date, quella spinta da Tom DeLonge a torso coperto:   signorina è tra i finalisti del premio.

Il segnale arriva male, per assicurarmi una ricezione di qualità devo impuntare la cassa toracica oltre il parapetto zincato anteposto l’infisso di lamellare, rifà: signorina è tra i finalisti del premio. L’ho nell’udito, fluido e cristallino, ben deterso da quei granellini di sospensione, soliti disturbare la linea nelle telecomunicazioni intraprese su quest’ala particolare della casa. In dibattito l’elaborato di centocinquanta pagine, entro cui vanno a legarsi mesi cadenzati dalla corrispondenza fra matasse savanike d’evocazioni, concetti, moventi e tecniche sbroglianti, modellanti. Poi l’appuntamento, sempre Marchetti: il 26 a Torino, circolo dei lettori. Avanzano minuti, cui intendo a stento, poi considero il fattore Pavese: le cose si ottengono quando non si desiderano più. L’odiavo seria quel dattiloscritto, costato un arresto, l’ultimo anno di liceo, il fidanzato, la famiglia, un’ingente porzione d’amicizie, pressappoco la ragione. S’era ripresentato pregno d’istinto vendicativo, figlio di p. Veramente, quando l’interruzione di vincolo col suddetto romanzo è avvenuta, già immaginavo un suo riavvicinamento sentimentale e proprio come i consorti della cronaca nera, ne ipotizzavo l’esagitazione e il fai quello che dico io.

 

26/5

Al rinfresco del party post-evento non tocco cibo, do giù di vino. Lo versa una ragazza nei calici appropriati. Sorso sorso, della tensione caricata lungo la cerimonia, rimane solo del retrosapore sottolingua, poi nulla, l’etilico frizza che è una meraviglia. Sono una delle menzioni speciali, più una scommessa, una specie d’azzardo letterario ultrasperimentale e un po’ p.

All’attimo dell’invito, ho proceduto verso la commissione sentendo già la fiammata. Instradata l’arringa, faticavo a mappare tornanti d’approvazione a quell’altri, d’opposta accezione. Finendo disorientata e fatta perplessa, all’incirca bruciata, precisamente scottata, che questa situazione mi fa un po’ ridere perché me la sono proprio cercata.

Ancora al rinfresco, prelievi dalla mia opera, la conserva circola come sangue in provette da laboratorio e di conseguenza dibattuta a referto d’analisi sciorinato in un contesto medico-paziente. Non so proprio da quale pendice afferrare la conversazione, quasi fosse il campione ematico di un’altra, còlla quale ho scambiato le braccia.

Tornata nel bio-hotel, cui pernottamento offerto dal premio, maneggio il qwerty del cellulare fino a mandare la notizia a destra e manca, sbronza inserisco al messaggio broadcast anche il mio ex, che fa: chi ti ha raccomandata ?

stai calmino, cazzo!

Prendo sonno verso le due, domani treno alle 13 e checkout precisamente l’ora prima. Voglio farmi fuori già dalle 9 e, magari, scrivere un tremila caratteri su questo fenomeno d’esperienza , così, a tempo perso.