Diari

Vanni Lai, Le Tigri del Goceano

mercoledì, 26 luglio 2017

Quando arrivarono le notti di maggio, lui era pronto. Per scacciare la tensione passava i pomeriggi a camminare nelle campagne di Bajolu, ma fino ad allora non c’era stato nessun contatto. L’avrebbero chiamato? Attese un giorno, poi un altro ancora. La telefonata arrivò al crepuscolo. Guardò il display e constatò che non si trattava di un numero conosciuto. Forse era il dentista, al quale doveva ottanta euro dal mese di gennaio, e glieli deve ancora oggi che scrive questo diario. Si decise a rispondere dopo qualche squillo, e quando la voce iniziò a parlare lui prese appunti sul quadernone di carta bianca, opera di un’impresa di servizio stradale. Scrisse la data e l’ora, ma non il nome dell’uomo. La voce gli raccomandò di mantenere il più stretto riserbo, cosa che lui fece con una certa difficoltà, non essendo avvezzo ai segreti. Al termine della chiamata seguì qualche clic su YouTube, ed ecco You spin me round dei Dead or Alive, interpretata in mutande nel buio della cameretta, con tanto di mosse alla Pete Burns, ma senza vestito da geisha o benda sull’occhio. No, non era abituato a custodire segreti.
Oh, mì che sono in finale al Premio Calvino.
Gavino?
Nono, Calvino, cun sa C.
Seguirono giornate passate a pensare che ad aprile aveva perso sei chili, e se il velluto a coste fosse la scelta migliore per presentarsi all’evento del 30 maggio. Arrivò l’annuncio ufficiale: il suo nome era venuto fuori dal nulla della campagna sarda, quello stesso luogo che forse avrebbe fatto la sua fortuna. Notifiche su Facebook sestuplicate (prima non se lo cagava nessuno), like, post in bacheca, messaggi privati. Si prese una giornata al di fuori dal mondo per rispondere a tutti, almeno in maniera cortese.
Oh complimenti mì, dicevano i messaggi, ebbè quando ce lo fai leggere?
Buongiorno, mi scusi, sono un libraio, non riesco a trovare il suo romanzo su nessun catalogo.
Asco’, ti volevo dire… mettimene da parte una copia.
Mì che mi stanno chiedendo dove si può trovare il libro. Su Amazon a c’è?
Ma siamo sicuri che Le Tigri del Goceano non c’entri qualcosa con la pantera di Bultei?
(vedi http://bit.ly/2rYxYM0 )
Ora c’era un lavoro da fare, un’opera di intelligence per scoprire chi fossero i suoi avversari. Entrò sul sito del PIC, appuntò i loro nomi e i titoli dei romanzi sul quadernone del servizio di segnaletica stradale. Li studiò a fondo con accurate ricerche su Google e su Facebook. Si rese conto che erano questi otto figli di Calvino armati fino ai denti.
Sembrano finti per quanto sono belli. Immagina, Vanni Lai da una parte, solo. E dall’altra il Mucchio Selvaggio. Non sarà un’impresa facile.
Il suo nome era Nessuno.
Restò nell’oscurità a ordire trame malefiche e leggere i commenti dei “leoni da tastiera” (tigri, pantere, leoni, evviva i grandi felini!) che polemizzavano sui nove nella pagina del PIC. Postò un commento sulla Compagnia dell’Anello, nella speranza di essere notato per una certa verve. Il giorno successivo si decise a venir fuori al sole della notorietà.
Adesso se il romanzo non esce te lo puoi pubblicare tu, gli dissero.
Hsinu, pensava.
(leggasi A casinu l’espressione volta a scacciare il malocchio, almeno in questo caso).
Davvero complimenti per il Campiello.
Eja, rispondeva ancora, grazie.
(avete presente l’emoticon dell’omino che sbatte la testa al muro?)
E adesso quando ce lo fai leggere? − e ancora − Asco’ e quindi dove lo possiamo trovare?
(seguirono risposte in loop. Stavolta niente felini, erano ululati).