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Simona Rondolini, finalista 2013, pubblicherà con Elliot

giovedì, 5 settembre 2013

Simona Rondolini

Sarà Elliot a pubblicare il romanzo di Simona Rondolini, finalista al XXVI Premio Calvino con il titolo “I costruttori di ponti”. L’uscita è prevista per primavera 2014.

 

Una menzione speciale della Giuria va al romanzo “I costruttori di ponti” di Simona Rondolini per l’originalità della struttura, per la competenza con cui affronta complessi temi musicali, psicanalitici e animalistici, per il pregio di dare voce a un sentimento lacerato della vita, per l’eccellenza della scrittura. Rara è la sensibilità con cui l’autrice riesce a restituire la bellezza impervia delle sinfonie di Mahler come cruda e incisiva è la resa dello squallore della vita di fabbrica nell’atroce cornice di un macello. Il tutto fuso in un intreccio che partendo da un triangolo famigliare tormentato (padre, madre, figlia) perviene a una riconciliazione finale della protagonista con se stessa.
Dal comunicato della Giuria.

Un estratto dal romanzo “Quando entrò nel nuovo reparto, la colpì il bianco. Bianche erano le piastrelle lucide che rivestivano le pareti, bianche le tute e le cuffie degli operai, bianchi i loro grembiuli di plastica. L’abbigliamento rendeva tutti pressoché uguali, uomini e donne… tutti erano silenziosi.
Laura si voltò verso sinistra e vide spuntare da dietro l’angolo del muro una lunga fila di pendagli appesi ai gambieri. Capì dagli occhi e dalla forma del corpo che erano i conigli, però morti e senza più la pelliccia. Senza più le lunghe orecchie il cranio spellato aveva una forma singolare, come implosa su se stessa. La luce forte che cadeva dal soffitto si rifletteva sulle nude carni violacee. La caporeparto assunse una posizione quasi sull’attenti poi, non appena uno di quei monconi le si parò davanti, con un movimento veloce e preciso dall’alto verso il basso, incise il ventre dell’animale con il coltello che teneva nella mano destra. Subito un agglomerato floscio di visceri bluastri si riversò fuori e rimase a pendere dalla carcassa vuota. “Velocità e precisione, non serve altro”(…)
Laura si disse che non aveva altra scelta che imparare a fare bene quel lavoro, perché farlo male lo avrebbe reso solo più difficile da sopportare. Velocità e precisione, aveva detto la donna, e aveva ragione. Guardandosi intorno, capì perché tutti gli operai erano muti, concentrati, rapidi nell’eseguire le mansioni loro affidate. Non era soltanto perché vi erano obbligati dal ritmo del meccanismo girevole. Era perché, se si fossero concessi di essere lenti o imprecisi, nelle maglie allentate di quell’ingranaggio di cui erano entrati a far parte si sarebbe infilato di tutto: domande senza risposta, nausea, vergogna, magari rabbia, magari disperazione. E, questo, nessuno di loro poteva permetterselo.
Quando finì il turno, la colpì il rosso. Era dovunque e sporcava tutto. Il bianco era stato un’illusione, durata pochissimo.”

Simona Rondolini è nata nel 1970 a Perugia, dove vive. Nel 1989 si è diplomata nel Liceo Classico della sua città e nel 1995 ha conseguito presso l’Università di Perugia la Laurea in Filosofia. Fino al dicembre 2010 ha lavorato nell’azienda commerciale di proprietà della sua famiglia. Da allora ha ripreso a scrivere racconti e ha portato a termine “I costruttori di ponti”, che è il suo primo romanzo.