Diari

Nicolò Cavallaro, Le lettere dal carcere di 32 B

mercoledì, 26 luglio 2017

26 agosto 2016
«Perché non lo mandi al Calvino?»
«Buono ’sto hamburger. Vuoi assaggiare?»

11 maggio 2017
«Ti faccio la domanda più stupida. C’è un dress code?»
«Mah, guarda…»

13 maggio 2017
«Prendo questa.»

9 settembre 2016
«Sono a meno di metà. Angoscia alla Black Mirror. Ah, ho trovato un typo.»
«Un che?»

28 settembre 2016
«A te quando fanno sapere qualcosa del Calvino?»
«Non prima di maggio, penso.»
«Maggio? Ma che so’ matti?»
«Tanti iscritti… I lavori di lettura durano praticamente un anno. A maggio dovrebbe uscire una selezione. Segnalati e finalisti.»

9 maggio 2017
«Ho appena ricevuto una bella notizia. Ho una sorta di impegno di riservatezza per altre due settimane, ma almeno a te vorrei dirla. Non vedo l’ora di vederti.»

10 novembre 2016
«L’ho finito. Mi è piaciuto.»
«Contento. È un po’ una pezza, eh?»
«Super pezza. Non sai nulla della sua storia, se qualcuno lo ascolta, in che carcere è, se è un pazzo in manicomio. Che lui sia maniacale lo vedi dal modo in cui scrive. La parte del puzzle, di come conta i pezzi… aiuto.»

27 marzo 2017
«Ho saputo poco fa. Vorrei sentirti, e sentire da te come stai. Quando ne hai la voglia, chiamami. Ti mando un abbraccio fortissimo.»
«Trasformata in paziente, paziento.»
«Forza, mostriciattolo.»

30 maggio 2017
«Andiamo avanti. E continuiamo con Nicolò Cavallaro. Le lettere dal carcere di 32 B.»

24 maggio 2017
«Tu come stai messa? Fai un salto a Torino?»
«Macché… il 30 ho una presentazione.»

30 maggio 2017
«Una cosa leggera.»
«Caldo, eh?»
«Minchia.»
«Bresaola e rucola va bene?»
«Benissimo, grazie.»

24 maggio 2017
«Ma è una notizia incredibile. Ma non ci posso credere! Ma voglio venire a Torino… Ma come possiamo organizzarci? Fammi pensare, devo prendere due giorni.»
«Aspetta. Ferma.»

7 aprile 2017
«Come va lì in “albergo”? So che l’operazione è andata bene.»
«Sto molto meglio. In attesa di esiti. Tu?»

31 maggio 2017
«Uscendo dal portone, guardi alla tua destra. È quello lì. Saranno trecento metri.»
«Poi che mi consigli?»
«Fai il lungopò, i Murazzi, e sei già nel salotto.»

30 maggio 2017
«Ragazzi, io non ho mangiato un cazzo. Va bene qualunque cosa.»

1 giugno 2017
«Entro in doccia. Abbastanza tranquillo. Considera che da lì a quaranta minuti ci vengono a prendere in albergo e ci portano alla premiazione. Acqua, mi insapono… Non so come, do un colpo al portabagnoschiuma portashampoo di metallo. Mi casca preciso sull’alluce. Un male bestia. Due madonne, mi guardo il piede e l’alluce è viola. Penso, porca puttana, cazzo, mi sono rotto il piede a un’ora dalla premiazione. Mi sciacquo, metto il piede sotto l’acqua ghiacciata, lo muovicchio. L’alluce è gonfio. Penso, dai, se fosse rotto adesso mi farebbe malissimo. Vaffanculo, intanto metto il calzino; stasera quando torno se ne parla.»

24 maggio 2017
«Mostriciattolo, tu lo sai cos’è il Premio Calvino.»
«Certo che lo so.»
«Sei seduta, sei comoda?»
«In sala d’aspetto.»

13 maggio 2017
«Sei sicuro?»
«Sicurissimo.»
«La pochette è un must. Non faccio uscire nessuno da qui senza pochette.»
«No. La pochette non la voglio.»

30 maggio 2017
«Com’è andata?»
«È andata bene. Adesso sono fuori con finalisti e calviniani. Poi ti racconto.