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Domenico Dara, finalista 2013, pubblicherà con Nutrimenti

giovedì, 5 settembre 2013

Domenico DararIl romanzo di Domenico Dara, finalista alla XXVI edizione del Premio Calvino con il titolo “Breve trattato sulle coincidenze”, esordirà con Nutrimenti.

Il senso della solitudine e il disincanto sono il rumore di fondo di questo romanzo dall’aura un po’ fuori dal tempo, perfettamente congegnato e calibrato. La scrittura di Domenico Dara oscilla armoniosamente tra registro elevato e italiano dialettale, tra riferimenti colti e superstizioni contadine. Ne emerge il quadro di un mondo paesano del Sud ritratto verso la fine degli anni Sessanta, con i notabili, la sezione comunista, la bottega del barbiere, le connivenze, la povertà, l’emigrazione. Un quadro spesso divertente, ma anche -e soprattutto- profondamente dolente. L’autore, con uno sguardo soffuso di malinconia sul mondo, sull’uomo, sul sentimento amoroso, sa far lievitare questo microcosmo e trasformarlo in un universo in cui si muovono le passioni e le emozioni di tutti, di sempre.

Il Comitato di lettura del Premio Calvino

Le lettere, la luna (Un estratto del romanzo)
ll postino del paese era un uomo solitario, senza ambizione, che alla passione per i pensieri astrusi univa quella per le lettere d’amore. Le riconosceva senza aprirle, come se portassero impresso sulla busta l’impronta degli amanti. Ne aveva viste d’ogni tipo: eleganti, posticce, scritte dietro un volantino di campagna elettorale e su pezzi di carta igienica, sull’ultima pagina strappata di un romanzo o sulla carta del pane ancora sporca di farina. Le lettere d’amore che fanno diventare tutti poeti e che non fanno dormire, le lettere d’amore magiche che ripetono le stesse cose ma sempre con parole diverse, cesellate con cura come se l’imperfezione d’una lettera fosse più temibile del più temibile rivale. Le lettere d’amore che apriva più delicatamente, per ultime (…)
Il postino di Girifalco era degno rappresentante di una categoria la cui lunga e decorosa storia risale addirittura a Ermete, argheifonte, deorum nuntium, figlio di Dio, messaggero occhio acuto e datore di beni, che calzando sandali belli e d’oro, sul mare andava simile a un gabbiano che caccia i pesci, portato dal vento, con in mano la verga che gli uomini affascina. Così il postino camminava per le vie della sua mappa quotidiana, e tra buongiorni, saluti ed ambasciate, pensava alla luna.

Domenico Dara nasce a Catanzaro il 2 febbraio 1971. Diplomatosi presso il Liceo Scientifico “E. Majorana” di Girifalco (CZ), si iscrive alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Pisa, dove si laurea nel 1996 con una tesi sulla poesia di Cesare Pavese. Ha pubblicato articoli di letteratura calabrese e curato un epistolario di Alessandro Verri.
Vive e lavora tra Como e Milano.