Diari

BRUNO TOSATTI – POLPETTE, MUMMIE E ORECCHIE A PUNTA

lunedì, 23 luglio 2018

Dell’esperienza del Calvino ricordo:

L’ansia che mi mise la telefonata con cui Mario Marchetti mi spiegava come si sarebbe svolta la premiazione, in particolare il fatto che agli autori sarebbe stata data la parola per parlare del proprio libro.

Il ritratto di Nikola Tesla con le orecchie a punta appeso nella sala dell’albergo in cui ero ospite.

Le polpette della polpetteria di fronte all’albergo, oltre al cabinato con tutti i classici da sala giochi degli anni Ottanta.

Damiano che viene a prenderci per accompagnarci al Circolo dei Lettori, e quando fa l’appello e io rispondo, per prima cosa mi dice: «È assolutamente impubblicabile, ma il tuo libro mi è piaciuto molto».

Il Circolo dei Lettori, un posto dedicato ai libri che non è né una biblioteca né una libreria.

Le scanalature delle lesene del salone in cui si è svolta la premiazione: per metà concave, per metà convesse (per cui immagino che non si possano chiamare proprio scanalature).

Il sollievo per non aver fatto una figuraccia quando è toccato a me parlare.

La curiosità che mi è venuta quando sono stati letti alcuni passaggi dei libri dei miei colleghi. Non vedo l’ora di trovarli in libreria per poterli leggere.

La chiacchierata di fine serata, in un locale a San Salvario, sui luoghi dell’esoterismo di Torino, che – non lo sapevo – è l’unica città a far parte sia del triangolo della magia bianca, sia di quello della magia nera.

E poi il giorno dopo al Museo Egizio quando, mentre sto guardando una mummia, una ragazza e un ragazzo che avevano assistito alla premiazione mi salutano chiamandomi “Talib”.