Diari

ADIL BELLAFQIH – UN GLITCH DI MATRIX

lunedì, 23 luglio 2018

Negli episodi precedenti

 

(Musica random di Hans Zimmer)

Squilla il cellulare. Numero sconosciuto.

«Pronto?»

«Pronto, sono Mario Marchetti…»

Stacco. Torino sotto un sole feroce.

Stacco. Circolo dei lettori.

«Ora è il turno di Adil Bellafqih con Baratro…»

Applausi, flash, improvvisazione al microfono.

Stacco. Camera dell’hotel, notte insonne.

«Io non faccio arte. Io racconto storie.»

 

Sigla

 

Stazione di Sassuolo sotto il sole feroce di un feroce venerdì. Il treno arriva, giallo e stanco. Una colonia di vecchi si rifugia nel buio della sala slot in fondo al piazzale. Un ubriaco cerca di montare un cesto dell’immondizia prima di afflosciarsi a terra.

Squilla il cellulare. Numero conosciuto.

«Pronto, sono Mario Marchetti…»

Stacco. Città di Torino, ore 12,15.

Piove come se tutti gli angeli del paradiso avessero deciso di spremere le loro lacrime. La pupa mi cammina accanto, tenendomi il braccio (scenderemo insieme milioni di scale?). Il vento è un serial killer armato di rasoio, uno Sweeney Todd con gli occhi iniettati di freddo. Per fortuna una ragionevole dose di pericolo fa bene alla salute.

Stacco. Circolo dei lettori, premiazione, ore 17,00. Ma possono essere le 18,00 o le 23,00. Il tempo è un’illusione. L’ora di pranzo una doppia illusione.

Intrappolato in una bolla di umidità inizio a sfaldarmi sotto il giubbotto di pelle, strizzo la mano della pupa accanto a me e balbetto oscuri rituali propiziatori.

(… ph’nglui mglw’nafh Cthulhu R’lyeh wgah’nagl fhtagn…)

Aspetto il mio turno e vivo un déjà-vu. Ci sono già passato. Un glitch di Matrix. Solo che questa volta è ancora meglio.

Guardo la pupa, sorride e annuisce e mi stringe la mano. Andrà bene, penso. Tutte le cose servono il Vettore, penso.

Guardo il ciondolo a forma di leone appeso al collo. È Griever, il pendente del protagonista di Final Fantasy 8 (il mio videogioco preferito di quand’ero piccolo così). L’ho comprato a cinque euro a una fiera del fumetto. Sul retro sono incise le parole Sleeping Lion Heart e subito sotto Made in China.

Mi chiedo se sono un cuor di leone o se sono Made in China.

«Ora è il turno di Adil Bellafqih con Il Grande Vuoto…»

Applausi, flash, improvvisazione al microfono. E il suo sorriso, tra la folla.

Alla tua salute, bambina, penso.

 

つづ

 

Titoli di coda

 

Scena dopo i titoli di coda

 

Squilla il cellulare. Numero sconosciuto.

«Pronto?»